Friuli, festa di “mangiatrici di banane” fa scoppiare la polemica sui social: “sessista ed offensiva”

Friuli, festa di "mangiatrici di banane": dal piccolo comune di circa 3mila abitanti è partita la polemica che sta facendo infuriare molti.

Friuli, festa di “mangiatrici di banane” sta facendo nascere diverse polemiche e discussioni, soprattutto sui social. Considerata e definita come una festa “sessista ed offensiva”, è stata lanciata e diffusa una petizione online per bloccarla.

Friuli, festa di “mangiatrici di banane”

Nelle ultime ore, si è tanto discusso, soprattutto sui social, della festa di “mangiatrici di banane” che è in programma nella serata del 2 agosto nel piccolo Comune del Friuli Monteprato di Nimis. La singolare gara si inserisce nella cosiddetta festa degli uomini che si tiene da 45 anni nel paese di circa 3 mila abitanti.

Nello specifico, la tradizione infatti vuole che le sfidanti si inginocchino davanti a una fila di uomini e, di fatti, inizino a mangiare delle banane che questi ultimi tengono all’altezza del bacino. Le concorrenti si sfidano e una giuria decide chi riesce meglio, davanti a un pubblico (prevalentemente maschile) in festa. Ecco, in sintesi, in cosa consiste la festa che ha tanti fa storcere il naso perché sembra che di goliardico ci sia poco.

Scoppia la polemica sui social: “sessista ed offensiva”

La notizia e la descrizione di questa festa ha suscitato diverse polemiche sui social ed è stata anche lanciata una petizione online per bloccare la festa. «Ci sono poi anche i piccoli episodi agghiaccianti, che per quanto beceri un po’ il corso degli eventi li indirizzano, proprio perché la matrice culturale indirizza i comportamenti e ne siamo tutt* responsabili». Parte così, con un’accusa a tutti, l’appello lanciato sui social da Valentina Moro, parte della commissione pari opportunità di Cividale del Friuli, ed Elena Tuan, attivista e blogger, per dire no alla “Gara di mangiatrici di banane 2022”.

La petizione spiega: «Per la Festa degli uomini si pensa a premiare la donna che appaga di più l’appetito maschile attraverso delle leccate a quel frutto che, per antonomasia, è stato reso simbolo del fallo maschile e, per estensione, di tutte le forme di potere fallocentrico».

Andrea Berra è uno degli organizzatori ha replicato: «Se non ci fossero concorrenti non la faremmo. Lei ne parla come se fosse un fatto negativo a priori» ed inoltre aggiunge che  «è divertente».

E vira sulle pubblicità. «Che dire di vulve canterine felici per il menarca nelle pubblicità degli assorbenti? O di pubblicità di donne a seno nudo in montagna?». Infine, secondo Berra: «La malizia è negli occhi di chi guarda».

 

 

LEGGI BENE: Gallipoli, rissa tra foggiani e napoletani in discoteca e sotto le case: sono volati oggetti e coltelli da cucina