Anzio, blitz in una casa di riposo: picchiati e insultati gli anziani

Blitz in una casa di riposo di Anzio, sul litorale a sud di Roma, considerata da incubo. Ecco perchè e cosa è successo

Blitz in una casa di riposo di Anzio, sul litorale a sud di Roma. La procura di Velletri, infatti, ha disposto misure cautelari verso i gestori di una casa di riposo “da incubo”. 

Anzio, blitz in una casa di riposo da incubo

Secondo quanto emerge dalle indagini dei carabinieri del Nas e della procura di Velletri, come riportato anche da Roma Today, quella di Anzio era una casa di riposo da incubo.

Gli anziani ospitati dalla struttura, infatti, sarebbero stati in più occasioni picchiati, insultati e sedati. Motivo per cui i carabinieri del Nas e della procura di Velletri, lunedì 7 marzo 2022, sono intervenuti e hanno dato hanno dato esecuzione a tre ordinanze di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari e due ordinanze di applicazione di misure interdittive (divieto temporaneo dell’esercizio della relativa impresa o professione) nonché a sette decreti di perquisizione disposti dalla procura di Velletri.

Ecco com’erano trattati gli anziani

Nella casa di riposo di Anzio in cui c’è stato il blitz, in poche parole, gli anziani della struttura erano molto trascurati. Senza cibo e costretti a stare chiusi nelle camere dalle 18 di sera fino al mattino, gli anziani venivano date dosi massicce di sedativi “senza alcuna necessità e al di fuori di alcun piano terapeutico” e anche sul cibo si cercava di risparmiare il più possibile. Basti pensare, ad esempio, che il latte veniva ‘allungato’ con l’acqua.

Questa condizione in cui versavano gli anziani, secondo quanto riporta Roma Today, è stata svelata grazie ad intercettazioni ambientali (audio, video e telefoniche) che hanno smascherato le condotte dei proprietari e del personale della struttura. Dal materiale raccolto dalle indagini, infatti, sembrerebbe che gli anziani ricevessero anche “sistematiche condotte vessatorie fisiche e verbali nonché reiterate intimidazioni anche mediante strattoni, colpi, insulti, minacce e lancio di oggetti”. L’indagine, quindi, ha permesso di accertare a carico degli indagati “reati di maltrattamenti”.