Voli cancellati e scioperi: ecco cosa succederà in estate. Scarica il report

Il numero di voli cancellati aumenta giorno dopo giorno. La situazione in Europa è critica. Cosa sta succedendo e cosa aspettarsi per l'estate

Il numero di voli cancellati o in estremo in ritardo aumenta giorno dopo giorno. La situazione è critica in Europa, ma importanti ripercussioni hanno interessato anche gli Stati Uniti. Il risultato è che il traffico aereo è letteralmente in tilt e, con ogni probabilità, continuerà ad esserlo per gran parte dell’estate. Quali sono le principali compagnie coinvolte? E per quale motivo sta succedendo tutto questo? La vicenda è particolarmente complessa. Proviamo a ricostruirla toccando i punti chiave.

Cosa succede in Europa e negli Stati Uniti

I riflettori sono puntati sull’Europa. Qui le cancellazioni, più o meno improvvise e dovute a scioperi, hanno riguardato per lo più Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Belgio, Regno Unito e Italia. Il primo sciopero è datato 8 giugno, mentre il secondo, molto più folto e nutrito, è scattato il 25. Alcune sigle sindacali hanno già indetto il terzo, previsto per il prossimo 17 luglio; impossibile, al momento, prevederne i disagi.

Attenzione però, perché da qui alle prossime settimane lo scenario rischia di farsi ancora più tetro. In questo lasso di tempo, infatti, il numero delle persone pronte a partire per le meritate vacanze estive toccherà il suo picco stagionale.

Senza scomodare l’Asia, dove la Cina è ancora blindata causa Covid-19 e molti altri Paesi presentano ancora limitazioni all’ingresso per i turisti, spostiamoci negli Stati Uniti. Anche qui la crisi nel settore aereo rischia di rovinare le vacanze a molti americani.

Ritardi e cancellazioni a causa della carenza di personale si susseguono. Soltanto lo scorso 30 giugno, quasi 6mila voli hanno subito ritardi, mentre poco meno di 650 sono stati cancellati. Prendendo in considerazione American Airlines, nel mese di giugno oltre suoi 750mila passeggeri hanno avuto un impatto sui loro voli. Lo scenario peggiore si è verificato all’aeroporto di Newark, in New Jersey, che rimane il più prolifico in termini di cancellazioni.

Denver conta invece il maggior numero di ritardi.

Voli nel caos: cause e ragioni

Ci sono almeno due ragioni che possono spiegare l’inferno dei voli nel quale siamo entrati. La prima: le compagnie aeree hanno cancellato i loro voli a causa della mancanza di lavoratori, per lo più personale di terra. La seconda motivazione, invece, è da ricollegare ai frequenti scioperi effettuati dagli stessi lavoratori, sul piede di guerra per il peggioramento delle condizioni lavorative.

In merito a quest’ultimo punto, assistenti di volo e piloti chiedono un miglioramento delle loro condizioni salariali.

La mancanza di lavoratori è strettamente connessa ai tagli decisi dalle singole compagnie ai tempi della pandemia di Covid-19. Con l’azzeramento del turismo dovuto alle restrizioni sanitarie e la conseguente diminuzione dei viaggi, e quindi anche delle entrate economiche, le aziende si erano trovate costrette ad attuare tagli sul personale. E così, mentre le compagnie aeree hanno licenziato i dipendenti ritenuti meno essenziali (personale di terra), le società che gestiscono gli aeroporti hanno seguito lo stesso trend.

Solo che, una volta terminate le restrizioni e ripresi i viaggi, compagnie e società aeroportuali non sono riuscite a farsi trovare preparate. Risultato: manca il personale per l’estate.

Le decisioni delle compagnie aeree

Da Ryanair a Easyjet, la maggior parte delle compagnie aeree è stata tradita da una domanda di viaggi post-Covid nettamente superiore alle aspettative. Cosa ci aspetta nell’estate che avrebbe dovuto segnare la ripresa dopo la stagione pandemica? Ogni compagnia ha scelto di intraprendere un percorso differente.

Partiamo con la low cost più famosa, Ryanair, che sulla carta non ha annunciato cancellazioni delle tratte programmate da qui ai prossimi mesi estivi. Attenzione, tuttavia, agli scioperi che verranno via via annunciati e che potrebbero coinvolgere il personale. L’altra low cost per eccellenza, Easyjet, potrebbe creare più problemi, in particolar modo Easyjet Spagna. I sindacati hanno già annunciato molteplici scioperi per tutto il mese di luglio: dal 15 al 17 e dal 29 al 31 luglio, questi saranno i giorni più caldi. La compagnia ha inoltre tagliato quasi il 13% dei voli europei estivi.

Tra luglio e agosto, il gruppo Lufthansa cancellerà all’incirca 2.200 voli, in aggiunta ad altri 600 relativi alla prima settimana di settembre. Ridotti del 5% i voli estivi previsti durante i week end e tagliati 900 collegamenti. Eurowings, sotto Lufthansa, cancellerà un centinaio di voli dal 5 luglio all’ottobre 2022. Il personale di British Airways, seconda compagnia più grande d’Europa dopo quella tedesca appena citata, sarà atteso da diversi scioperi. Non ci sono tuttavia ancora date certe, anche se riguarderanno luglio e agosto e saranno comunicate con almeno 14 giorni di anticipo. Gli effetti indiretti del Covid sull’aviazione civile stanno colpendo il settore con tutta la loro potenza. E per i turisti si preannuncia un estate letteralmente di fuoco, temperature a parte.

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