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Una generazione “a rischio” a causa della pandemia: lo studio

Una nuova indagine europea sul rapporto dei lavoratori con lo smart working, e il grado di fiducia negli under 30.

Oltre seimila impiegati distribuiti in otto paesi, tra cui l’Italia, per un’indagine sul clima che si respira tra i dipendenti delle Pmi europee. I risultati dell’indagine condotta da Censuswide per Sharp dipingono uno scenario instabile e in evoluzione, com’era prevedibile, soprattutto per quanto riguarda la fascia under 30.

Per quanto riguarda l’Italia il 46% degli intervistati ritiene che il benessere nel lavoro agile sia legato alla possibilità di avere orari flessibili, mentre il 44,2% lo collega alla possibilità di apprendimento di nuove competenze attraverso la formazione (e quindi corsi e workshop, anche online). A cambiare è anche il rapporto con il datore di lavoro, come dimostra il 41,7% che sostiene di apprezzare maggiormente il modo in cui il capo tratta i suoi dipendenti rispetto alla possibilità di avere uno stipendio più alto.

Gli under 30

Venendo agli under-30, si respira una grande voglia di “continuità lavorativa”, inseguita dal 43,9% degli intervistati. In questa fascia d’età non ci sono dubbi riguardo l’effetto benefico dello smart working nella produttività e il rapporto con la propria sfera privata (si trova d’accordo il 60%). Il lavoro agile, insomma, viene quasi dato per assodato, anche se più della metà degli intervistati ammette che il lavoro da remoto non permette di rimanere aggiornati su quanto avviene in azienda, acuendo la distanza anche umana tra dipendenti, colleghi e capi.

Gli under-30 sono consci delle difficoltà del momento e dei cambiamenti in corso nel mondo del lavoro. Sembrano pronti allo smart working perenne, che viene anche visto come un modo per continuare la propria formazione – con i citati corsi e workshop –, suggerendo uno slancio generazionale verso una carriera fluida, votata (o costretta) al cambiamento e rischio continuo.

“L’impatto della pandemia sulle carriere, soprattutto dei giovani, è una delle tante difficili eredità che ci lascia il 2020 – ha commentato Carlo Alberto Tenchini di Sharp Italia – ma ci piace pensare che la tecnologia non debba giocare solo in difesa”, sottolineando quanto alcune esperienze della vita da ufficio siano difficilmente replicabili da remoto.

Per i più giovani, insomma, lo smart working – parziale o totale – è qui per restare.

(Foto: Envato)