Tutti i rischi dell’operazione Chora-Will

Chora ha speso 5 milioni per creare il polo dell’informazione nativa digitale in audio-video. Ma quanto vale davvero Will? Ecco i conti

di Luigi Lupo e Stefano Marrone

La notizia dell’anno per il mercato dell’informazione sarà anche un’operazione economica redditizia? Chora ha comperato Will alla rilevante cifra di 5,2 milioni di euro. La podcast company ha rilevato il 100% della media company e ha annunciato che per il momento i due brand, fondati nel 2020, resteranno divisi. L’ad di Chora, l’ex direttore di Repubblica e La Stampa Mario Calabresi, ha dichiarato che “l’obiettivo è dare vita al principale polo italiano dell’informazione nativa digitale in audio-video”.

Una scommessa strategica a livello di posizionamento mediatico, ma rischiosa a livello economico. Così parrebbe a guardare il bilancio di Will. Anche perché di numeri il comunicato stampa diffuso da Chora, non ne mette, salvo una generica volontà di raddoppiare l’utile nel 2023.

Ma quanto ha fatto di utile nel 2021 Will? True-news.it ha analizzato il bilancio e fatto i conti in tasca a Calabresi ma soprattutto a Guido Maria Brera, il finanziere che sta dietro l’ambiziosissima operazione di Chora, una media company che vuole essere in molti compartimenti, tutti di ultima generazione (a livello di mondo dell’informazione).

I conti di Will

La principale incognita sulla riuscita dell’operazione si cela dietro il fatturato di Will. True-news.it ha letto il bilancio 2021 di Will, appena depositato. L’utile dell’esercizio dell’azienda fondata da Alessandro Tommasi, e Imen Boulahrajane – protagonista di vicissitudini infelici, dalla finta laurea alle uscite classiste in vacanza la scorsa estate –  Davide Dattoli e Francesco Fumagalli per il 2021 recita 9224 euro. Sempre meglio che il 2020, quando la startup perdeva 544338 euro.

Una cosa normale, visto appunto il suo status di start up.

La scommessa su cui deve aver puntato Chora è la capacità di Will di generare ricavi. Sono passati dai 213mila euro del 2020 a 1 milione e 700 mila nel 2021: in un anno il volume degli introiti è aumentato di circa 8 volte. Un bel balzo in avanti. Nel comunicato stampa emerso in queste ore, Will ha annunciato per il 2022 di puntare a “raddoppiare i numeri dello scorso anno in fatturato e nuove assunzioni”.

Attenzione: fatturato. Ma con un occhio alla razionalizzazione dei costi. Perché il raddoppio del fatturato non può essere anche il raddoppio dell’utile: passare da 9 a 18mila euro di guadagno in un anno non giustificherebbe un investimento di oltre 5 milioni.

Quindi il punto è: quanto spende Will per un fatturato da 1 milione e 700mila euro all’anno? La risposta è nella voce “costi”, di fatto largamente imputabili al personale. La voce salari è esplosa da 242699 del 2020 ai 648082 del 2021, per un totale del personale di 833839 rispetto ai 323mila dello scorso anno.

A far sorridere Chora però potrebbe essere il valore del patrimonio: la creatura di Tommasi infatti si è mossa benissimo nel fundraising e nel sovrapprezzo azioni, che ha portato ulteriori 718mila euro in cassa oltre al milione e 200mila del 2020, per un totale di quasi due milioni a cui sottrarre le perdite 2020 ribaltate sul 2021 (ovvero 544mila euro). Insomma, Will ha un patrimonio netto di 1 milione e 417mila euro.

I numeri di Chora

In attesa della pubblicazione del bilancio del 2021, Chora Media in 18 mesi si è affermata come prima podcast company italiana. Vanta più di 60 serie pubblicate – tra editoriali, news e branded content – sulle più importanti piattaforme audio (Spotify, Amazon Music, Audible, RaiPlay Sound, Storytel, Intesa On Air), a cui si aggiungono 52 serie attualmente in produzione.

La parte branded lavora con 34 aziende per cui realizza serie dedicate. Il trend degli ascolti di Chora segue una curva esponenziale.

Attualmente si attesta ad una media di 2,2 milioni di ascolti al mese, con un picco di 3,4. Ad oggi, gli ascolti cumulati hanno superato i 15 milioni. Dai podcast di Chora sono già nati 5 libri nel corso del 2022 e altri 5 vedranno la luce quest’anno. La novità più recente è la Chora Academy, che nella primavera 2022 ha ricevuto oltre 4000 candidature per 300 posti disponibili, con un parco docenti composto dagli oltre 20 talenti del mondo di Chora Media. Non disdegna anche di vincere gare più “piccole”, come quella indetta dal Politecnico di Milano, che si è aggiudicata per poco più di 25mila euro.

Un modello variegato di podcast

Chora ha scelto un modello di podcasting variegato che va dal reportage giornalistico con il format “Altre Storie” di Mario Calabresi; o il seguitissimo “Stories” di Cecilia Sala; fino alle inchieste true-crime, come nel caso di “Diabolik” o de “Il dito di Dio” di Pablo Trincia.

Ma nel suo catalogo ci sono anche le storie di Selvaggia Lucarelli, i racconti di Guido Catalano, le analisi di Marco Damilano, i ritratti di Serena Dandini. La forza dei podcast di Chora risiede, non solo nella cura per la scrittura e la sceneggiatura degli script. C’è anche precisione nel sound-designing grazie alla presenza, in più di una produzione di Luca Micheli, ma anche nella popolarità degli host. Il podcast ruota sulla voce del conduttore che instaura intimità con l’ascoltatore. Se una voce è nota, perché ha costruito attorno a sé una community forte e fidelizzata, la serie audio avrà ancora maggior successo.

Le ragioni dietro la scommessa

“Abbiamo scelto Will perché convinti che sia la più brillante e vivace comunità social in Italia: fa informazione in un modo nuovo, fresco, adatto ai giovani e conta 1,3 milioni di follower su Instagram”. Mario Calabresi ha spiegato la ragione dietro la scommessa di Chora su Will. “Con i miei soci Guido Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco siamo convinti che le nuove realtà digitali siano in grado di costruire mondi più forti e capaci di stare sul mercato”.

L’operazione è stata possibile grazie a un aumento di capitale – che ha permesso l’operazione da oltre 5 milioni di euro, una cifra enorme se si pensa che nel 2021 Il Post ha chiuso con un attivo di 659mila euro, e che di certo non è quotato 5 milioni. A convincere Chora sembrano essere state le potenzialità del mercato audio e l’unione di due community che unite hanno circa due milioni di persone e tre milioni di ascoltatori medi mensili podcast.