The Economist: “Con Meloni un governo protezionista e sovranista”

Contattato da true-news.it, il giornalista britannico commenta la campagna elettorale e i sondaggi che vedono la Meloni in testa.

Non sono positive le previsioni sul prossimo governo italiano di John Hooper, corrispondente dall’Italia e dal Vaticano per il prestigioso periodico “The Economist”. Contattato da true-news.it, il giornalista britannico commenta la campagna elettorale e i sondaggi che vedono la Meloni in testa.

Come vede un governo a trazione centro-destra?

Sono molto preoccupato per la vittoria di un governo di destra. Sarebbe il primo governo dell’Europa occidentale, e forse dell’Europa nella sua totalità, che avrebbe come dominante un partito che ha le sue origini in una delle dittature degli anni’20 e ‘30.

Non sto dicendo che la Meloni voglia instaurare un regime mussoliniano, ma ci sono tante preoccupazioni.

Cioè?

Qualsiasi governo avrebbe motivi di tormento. La sfida del Pnrr è enorme: tutti questi fondi che l’Europa ha investito per il recovery found sono veramente considerevoli. Ma, direi che con un governo con un primo ministro che non ha esperienza di governo, la sfida è ancora più importante. Quella della destra sono promesse irrealistiche: come quella di tagliare le tasse a livelli impensabili, in questo momento.

Vedo anche una mancanza di consapevolezza di incentivare il pubblico e di fare delle riforme strutturali di cui l’Italia ha urgente bisogno. Il timore dei mercati e di Bruxelles è che un governo di destra possa essere ostile a queste riforme.

Ci faccia un esempio di riforma imprenscindibile.

Uno dei problemi strutturali dell’Italia è uno squilibrio tra la tassazione immobiliare e quella sul lavoro. C’è troppo carico fiscale sull’occupazione, poco sulle proprietà immobiliari.

Draghi ha cercato di fare un piccolo aggiustamento a questo squilibrio con la riforma del catasto. Necessaria ma bloccata dalla Lega. Questo suggerisce che il futuro governo, e non per colpa di Fdi, sarà contraria a queste riforme.

A proposito di temi economici. Meloni vuole imporsi alla vendita della compagnia Ita Airways. La sua sembra essere una delle tante mosse anti-privatizzazione.

C’è anche questo fattore: miliardi e miliardi di euro dei contribuenti sono stati spesi per mantenere in vita una società, Alitalia, che sarebbe fallita anni fa per vie naturali.

Invece vedo questa costante preoccupazione di mantenere una presenza di mantenere una compagnia di bandiera nazionale nel mercato italiano. E’ un esempio di protezionismo di una certa destra che, in questo modo, non fa gli interessi nazionali.

Nel contesto del conflitto tra Ucraina e Russia, come si porrebbe un governo di centro-destra?

Qui i problemi non sono di natura economica. Ma nelle cancellerie si avvertirà preoccupazioni soprattutto per la Lega visti i passi di avvicinamento di Salvini a Putin.

Mentre non preoccupano Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno dichiarato il loro atlantismo.

Hooper, ma se la destra avanza e conquista sempre più voti, vuol dire che c’è un problema a sinistra?

La sinistra sembra aver perso contatto con le preoccupazioni della gente. Non ha saputo essere presente sul territorio dopo la perdita dei canali tradizionali del contatto con l’elettorato, sto pensando alle feste dell’Unità e ad altre occasioni simili.

Dopo la perdita di tutti questi canali, la sinistra non ha saputo reagire, non ha saputo usare i nuovi mezzi di comunicazione con l’elettorato. E poi ci sono stati degli errori strategici. Presentarsi divisi in tre blocchi equivale a una sconfitta.

Vede traballare i diritti civili con un eventuale Consiglio dei Ministri di destra?

C’è da capire anche questo. Sicuramente le parole della leader di Fdi non sono positive per gli omosessuali.

Spero, però, che possa accadere come da noi, in Inghilterra. Dove Boris Johnson, pur presentandosi, come un populista, è stato liberale e libertario sui diritti civili.