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Il Giappone lancia il Ministero della Solitudine

Contro l'isolamento creato dalla pandemia e i vecchi problemi del Paese, tra le poche nascite e i molti suicidi.

Popolazione anziana e zero nascite. Un trend che persiste da anni, decenni, e sembra impossibile da fermare. No, non stiamo parlando dell’Italia ma dell’unico Paese al mondo più anziano del nostro, il Giappone. Quasi un terzo della popolazione del Sol Levante (il 28,4%), infatti, ha più di 65 anni, e i tassi di nascita sono bassissimi. Sono molte le ragioni di questa situazione, dalle difficoltà economiche dei più giovani agli aspetti culturali e sociali.

Un paese anziano è anche un paese in cui la solitudine – inevitabile conseguenza dell’età avanzata – diventa un problema endemico. E la pandemia non ha fatto che aggravarlo, con il doveroso distanziamento sociale che ha provocato sofferenze e isolamento. Il governo giapponese ha quindi deciso di reagire con la nomina di Tetsushi Sakamoto al Ministero della Solitudine.

Una carica nuova che avrà due obiettivi principali: innanzitutto ridurre l’isolamento sociale, nonostante la pandemia, ma anche affrontare l’annoso problema dei suicidi. Il Giappone, infatti, ha tassi di suicido altissimi, sia tra i giovani che tra gli adulti, che interessa anche molte donne, solitamente meno colpite da questo fenomeno. Tra le prime opere di Sakamoto ci saranno vari incontri con esperti di salute mentale e responsabili di associazioni che lavorano in questo campo.

Una decisione storica che dovrebbe ispirare anche il nostro Paese ad agire in questo senso. L’Italia ha un triste primato europeo in fatto di solitudine, con il 13,2% di italiani over-16 che non ha “nessuno” a cui chiedere aiuto in caso di necessità. Una solitudine economica e sociale, come dimostrano gli studi secondo cui a essere più colpiti sono proprio i più poveri, a cui manca sempre di più una forma di rete sociale ad aiutarli.