Siccità non solo in Italia, in Europa manca l’acqua in posti impensabili

L’Europa è alle prese con la più grave siccità degli ultimi decenni. Non solo l’Italia, l'acqua manca anche in posti impensabili

L’Europa è colpita dalla più grave siccità degli ultimi decenni. Non solo l’Italia, in tutto manca l’acqua. L’Unione europea è vittima di una instabilità climatica che gli esperti bollano come “nuova normalità”. L’ Osservatorio europeo sulla siccità dell’UE ha calcolato che il 45% del territorio continentale è in allerta siccità; con il 15% in allerta rossa. L’acqua manca anche in posti impensabili: dalla Germania alla Svizzera, passando per Francia e Belgio.

Francia e Spagna ma non si bagna

In Francia, il primo ministro, Élisabeth Borne, ha attivato un’unità di crisi per affrontare la peggior siccità dal 1958. Più di 100 comuni francesi non hanno acqua potabile corrente e vengono riforniti da camion. Il ministro per la transizione ecologica francese Christophe Béchu ha detto che: “Dobbiamo abituarci a episodi di questo tipo. L’adattamento non è più un’opzione, è un obbligo“. Nel paese si è registrato l’85% in meno di piogge rispetto a un’annata normale.

Il ministero dell’Agricoltura prevede un raccolto di mais inferiore del 18%. L’azienda elettrica EDF ha ridotto la produzione di un reattore nucleare nel sud-ovest della Francia a causa delle alte temperature della Garonna.

Secondo il governo, le riserve idriche in Spagna sono al minimo storico del 40%; e stanno diminuendo dell’1,5% a settimana. Sarà probabilmente la stagione più secca degli ultimi 60 anni. È piovuta meno della metà della pioggia auspicata; questo ha comportato restrizioni dalla Galizia all’estremo sud in Andalusia.

Una ripresa del turismo ha portato un aumento dei consumi fino al 10% in città come Barcellona; dove è probabile che non ci saranno piogge fino a settembre. “Gli studi sui cambiamenti climatici avvertono che la siccità sarà più intensa, più frequente e più lunga“, ha affermato Nuria Hernández-Mora, co-fondatrice di New Water Culture. “Questa sarà la nuova normalità, eppure continuiamo ad approvare il maggiore utilizzo di una risorsa che non abbiamo e che sta diventando sempre più scarsa”.

In Germania il Reno come il Po

La crisi non si limita al sud Europa. I livelli dell’acqua sono scesi a minimi pericolosi anche sul Reno, una via d’acqua vitale dell’Europa nord-occidentale; utilizzata per il trasporto di petrolio, benzina, carbone e altre materie prime. Dal cuore industriale della Germania ai principali porti di Rotterdam e Anversa. Il livello del fiume è più basso del 2018, quando una grave siccità interruppe il trasporto di merci per 132 giorni.

Alcune navi operano con una capacità del 25% per evitare di incagliarsi, aumentando i costi di trasporto.

La siccità ha colpito le vie navigabili tedesche proprio mentre le navi mercantili dovrebbero trasportare maggiori quantità di carbone per servire le centrali elettriche che il cancelliere, Olaf Scholz, ha riattivato di fronte alla Russia che limita le consegne di gas naturale. Nella capitale, Berlino, le autorità hanno registrato un calo del livello dell’acqua nei numerosi laghi alimentati dal fiume Sprea.

Nella città meridionale di Norimberga, gli alberi urbani secchi vengono annaffiati dalle piscine coperte comunali chiuse per risparmiare gas.

Tutta Europa colpita, anche posti impensabili

Anche la verde Svizzera si scopre poco verde. A farne le spese è l’industria lattiero-casearia. Nella zona di Friburgo, Giura e Neuchâtel sono stati aperti fino a settembre prati valli insoliti; quelli in quota sono già troppo asciutti. La cooperativa casearia di Friburgo ha dichiarato che “potremmo persino ritrovarci con una carenza di groviera”.

Nel cantone di Obvaldo vicino a Lucerna, l’esercito ha dovuto trasportare acqua in elicottero alle mucche assetate.

La scorsa settimana i Paesi Bassi hanno dichiarato una carenza idrica. Il governo non ha ancora introdotto restrizioni sui consumi delle famiglie; ma ha chiesto alle persone di riflettere. Nel vicino Belgio si registra il luglio più secco dal 1885. Nonostante il divieto per gli agricoltori di pompare acqua per i raccolti, i livelli delle acque sotterranee nelle Fiandre sono eccezionalmente bassi. Anche canali e fiumi sono in cattive condizioni. Le autorità riferiscono che pesci muoiono perché l’acqua rimasta è quella industriale o di scarichi fognari. Tredici comuni delle Ardenne hanno vietato alle persone di riempire le piscine.

La nuova normalità senz’acqua

Gli scienziati hanno affermato che il crollo climatico potrebbe rendere frequente la siccità estiva nell’Europa occidentale. Folate di caldo estremo che una volta si verificavano una volta ogni decennio, ora si registrano ogni due o tre anni; a meno che i governi di tutto il mondo non riducano radicalmente le emissioni di carbonio.