Reinventing cities, respinto ricorso su Ex Macello. Nel 2022 incognita Lambrate

Il Tar Lombardia dà ragione al Comune di Milano e al colosso dell'housing sociale Redo che ha offerto 93 milioni per l'area

È stato respinto dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia il ricorso contro la gara per l’aggiudicazione dell’ex Macello di Milano nell’ambito di Reinventing cities. I giudici amministrativi lombardi, guidati dal presidente del collegio Domenico Giordano, hanno dato torto alla cordata Urban Farm guidata dalla società IGS spa, rappresentati dagli avvocati Alessio Genito e Carolina Risaliti, dichiarando “irricevibile” il loro ricorso già in fase preliminare. Lo può riferire true-news che ha consultato la sentenza pubblicata il 22 dicembre.

Reinventing cities Milano, Tar: regolare gara su Ex Macello

Possono tirare un sospiro di sollievo il Comune di Milano rappresentato dal capo dell’avvocatura di Palazzo Marino, Antonello Mandarano, e il colosso dell’housing sociale Redo sgr con il team legale guidato dall’avvocato Guido Bardelli, presidente della Compagnia delle Opere, che ha vinto la gara la scorsa estate con un’offerta monstre da 93 milioni di euro per aggiudicarsi in diritto di superficie l’area di viale Molise.

Ex Macello, il progetto “ARIA” di Redo

Dopo i timori del ricorso amministrativo – scongiurato – è tutto pronto adesso per partire con il maxi progetto “ARIA” di rigenerazione urbana: sulla carta vale mezzo miliardo di euro e oltre alle residenze in housing sociale per 1200 famiglie e centinaia di studenti ospiterà il nuovo Campus internazionale dello IED (Istituto Europeo di Design, che fa parte della cordata vincitrice). Per l’amministrazione comunale di Milano è il fiore all’occhiello, oltre che il progetto economicamente più rilevante, di Reinventing cities, la seconda edizione del bando internazionale per la rigenerazione urbana delle aree dismesse chiusasi nel luglio 2021.

Reinventing cities, ammesso ricorso al Tar su scalo Lambrate

Se Redo sorride su ex Macello, lo stesso non si può dire per i vincitori di Scalo Lambrate sempre nell’ambito del bando internazionale. È stato ammesso il ricorso contro la cooperativa edilizia Sant’Ilario ed è fissata per il 9 febbraio 2022 l’udienza pubblica al Tar Lombardia per decidere del futuro dell’ex scalo di proprietà di Ferrovie dello Stato Sistemi Urbani.

I giudici amministrativi lombardi della Prima Sezione hanno infatti ammesso il ricorso di Co-Inventing srl contro l’aggiudicazione dello scalo ferroviario alla coop Sant’Ilario per quasi 7 milioni di euro con il progetto “Lambrate Streaming”.

Tar: è una gara pubblica. Smentita linea di FS

Lo hanno fatto sancendo i presupposti per un giudizio di merito, come sollevato dai ricorrenti (che vinsero nella prima edizione di Reinventing Cities il lotto di via Doria), per via della valenza strategica dell’intervento di una serie di questione sottese (modalità di svolgimento della gara, punteggi e trasparenza) per la città di Milano e il settore pubblico.  Smentendo così la linea, almeno inziale, della coop guidata da Alessandro Vadelka e Ferrovie dello Stato che si opponevano al ricorso sostenendo che si trattasse di una gara alla stregua del privato, senza aspetti pubblicistici che giustificassero un ricorso amministrativo.

Per i giudici invece la procedura competitiva di Reinventing cities, che cambierà il volto urbano di Milano, è da inserire nell’ambito dell’Accordo di Programma sugli scali ferroviari sottoscritto il 22 giugno 2017 da Palazzo Marino, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane, Rete Ferroviaria Italiana, FS Sistemi Urbani e Savills Investment Management S.G.R (proprietaria all’epoca di una porzione di Scalo Farini). Un accordo quindi che coinvolge sia parti pubbliche che parti private finalizzato al pubblico interesse con giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo come consolidato in giurisprudenza.