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Federico Freni al Mef: chi è l’avvocato “gentile” per il post Durigon

Il super avvocato romano sarà il sottosegretario con delega al Gioco. La Lega nomina un tecnico: il ritratto del professionista e dell'uomo

La nomina ufficiale dovrebbe essere questione di ore. Per il post Claudio Durigon al Ministero dell’Economia e delle Finanze arriva un “tecnico” proveniente dallo staff dello stesso sottosegretario leghista: Federico Freni. Il super avvocato romano classe 1980, esperto di diritto amministrativo con specializzazione sulla Corte dei Conti, è l’uomo che sarà scelto dal governo Draghi e dalla Lega per sostituire il sottosegretario con la delega al Gioco, cruciale sotto il profilo economico, culturale e anche sanitario.

Federico Freni, un avvocato “gentile” al Mef

Classe 1980, Freni è uomo dalla carriera fulminante: Università Pegaso, Luiss, La Sapienza, incarichi nei cda di Sicaf, dal 2018 è socio dello studio legale e tributario Quorum dove le sue consulenze spaziano da ambiente e urbanistica, al codice dei contratti passando per energia e responsabilità erariale.

Gioco, le sfide fra quotazioni in borsa e legge quadro

Arriva alla nomina di sottosegretario al Mef con delega al gioco in un momento cruciale per il settore nella ripartenza post Covid: l’annuncio della quotazione in borsa di Sisal da parte della controllante – il fondo Cvc – è solo l’ultimo tassello di un percorso lungo. Maggioranza e governo vogliono andare verso una legge quadro sul gioco. Lo ha detto lo stesso Freni nei mesi scorsi e anche Durigon prima di essere travolto dalla polemica sul cambio di nome di un parco di Latina, intitolato ai giudici Falcone e Borsellino e che Durigon voleva invece concedere alla memoria della famiglia Mussolini. Fuori Durigon, dentro l’avvocato. Un “tecnico”, “colto e preparato”.

Federico Freni, la Lega sceglie un tecnico

Umanamente? “Persona squisita” e “sempre gentile” dicono di Freni a Roma i dirigenti politici (e pure i giornalisti) che lo conoscono. La sua nomina è in quota Lega (le dimissioni di Durigon non hanno cambiato gli equilibri in questo senso) ma con il partito di Matteo Salvini l’amministrativista 41enne è entrato in contatto per ragioni professionali più che politiche, fino a diventare il consulente giuridico del gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati come recita il suo denso cv pubblico. Tra i dirigenti di via Bellerio che con lui hanno avuto un rapporto stretto ci sono stati certamente Giulio Centemero e l’ex ministro Roberto Calderoli, l’uomo-macchina del Carroccio.

Interviste? Non se ne parla. Nemmeno per confermare o smentire quanto uscito nei rumors dell’ultima settimana. Il galateo istituzionale impone il silenzio almeno fino al giuramento. Forse anche dopo. Uniche apparizioni pubbliche (e pubblicate online) durante dibattiti, confronti, convegni, webinar sul gioco alla presenza dei vertici istituzionali con competenza specifica, come il numero uno dell’Agenzia delle Dogane confermato da Draghi, l’economista Marcello Minenna, e quelli manageriali delle big di settore. Tra le note da segnalare, per Freni una passione, diventata anche professione, è legata al mondo editoriale: ha scritto la voce giustizia contabile sull’enciclopedia del diritto e curato due volumi per Giuffrè.