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“Ripartenza? Partnership pubblico-privato e un ‘modello Milano’ per il Paese”

Per Manfredi Catella, numero uno di Coima, serve "un cambio di paradigma culturale" per superare la crisi guardando al "Modello Milano"

Un modello Milano per il resto d’Italia? Non ha dubbi Manfredi Catella sulla strada da seguire per la ripartenza. “Abbiamo l’onore, l’opportunità ma anche il dovere di mettere al servizio del Paese la conoscenza e l’esperienza che abbiamo maturato in questi anni” innescando “in altre città quello che è stato fatto a Milano”. Così il Ceo e fondatore di Coima intervenuto il 13 settembre durante “Amare Milano – I discorsi del coraggio”, evento di Direzione Nord giunta alla sua quattordicesima edizione, promossa da Centro Studi Grande Milano, dall’Associazione Amici delle Stelline e organizzata da Inrete Srl.

La chiave del successo per le città? Un partenariato pubblico-privato

Cosa serve all’Italia in questa fase? Una “combinazione irrinunciabile” afferma Catella dal palco del chiostro della Magnolia appena intitolato all’ex sindaco Carlo Tognoli. “Quella del partneriato pubblico-privato” necessario per imprimere l’accelerazione “che Milano ha già vissuto ma impiegandoci 25 anni. Quindi nel resto del Paese bisogna essere più veloci”.

“Serve un cambio di paradigma culturale”

Sono i 25 anni in cui il capoluogo lombardo è uscito da un’epoca di“profonda crisi economica e morale” per trasformarsi in “città che parla al mondo” che è salita “su un podio rilevante con la possibilità di esprimete modelli evoluti avendo maturato anche quella che è stata l’esperienza drammatica della pandemia”. Una trasformazione che per Catella è stata possibile anche grazie “all’architettura come atto di coraggio ed espressioni di civiltà”. “Abbiamo cominciato l’impresa di Porta Nuova in quegli anni – racconta Catella con riferimento al quartiere simbolo della rinascita milanese –. Un progetto considerato impossibile praticamente da chiunque, ma lo abbiamo affrontato con un senso di responsabilità profonda per contribuire al cambio di paradigma culturale e avviare la nuova stagione di questa città”.

Next Generation EU, un’opportunità da cogliere

È stato possibile grazie a una visione di fatto iniziata da Gabriele Albertini e che è proseguita per le cinque amministrazioni successive coprendo 25 anni di storia della nostra città”. Cosa è cambiato da allora? “Milano è fiorita diventando un luogo di architettura mondiale, si è formata una classe di architetti italiani che lavorano nella nostra città. La filiera produttiva si sta qualificando, il mondo imprenditoriale si è rinnovato” risponde il numero uno di Coima. “È quindi un momento di svolta oggi per il paese, siamo in una fase storica straordinariamente importante, con l’Europa che ha espresso per la prima volta una posizione unitaria con Next Generation EU” e proprio per questo motivo “il territorio è diventata una risorsa fondamentale per ottenere quell’impatto ambientale-sociale a cui non possiamo rinunciare”.