L’Ue fa tremare il mattone. E Musk vuol diventare influencer. Varie & Eventuali

Giro di vite dell'Ue sulle classi energetiche dei condomini, mentre anche fare un pic-nic diventa più difficile. Musk vuole fare l'influencer

Condomini e classe energetica: il giro di vite dell’Unione europea

Trema il mattone in tutta Europa e non è il “classico” sisma a gettare nel panico i padroni di casa. Che siano proprietari di un attico in Montenapo o di una bicocca a Cologno Monzese, entro il 2030 dovranno adattare l’immobile, per ubbidire alla svolta green dell’Unione europea. La nuova direttiva dell’Unione europea in tema di conversione energetica degli immobili non è per nulla incoraggiante.

L’obiettivo della Commissione europea è di imporre, entro il 2030 a tutti gli edifici del Continente lo standard di “emissioni zero”. Si tratta in pratica di immobili in grado di provvedere autonomamente alla produzione del fabbisogno energetico dello stabile, riducendo al minimo i consumi e l’impatto ambientale. Entro il 2027 gli immobili dovranno infatti raggiungere la classe energetica F, mentre per il 2030 dovranno arrivare alla classe energetica D, per poi raggiungere la classe energetica C nel 2033.

Si tratta della classificazione standard della sostenibilità energetica degli immobili. I signori condomini sono avvisati.

Tesla, Elon Musk “minaccia” di diventare influencer

Pare che presto, Elon Musk, patron miliardario di Tesla – forte dei suoi 65 milioni di follower -voglia diventare un influencer. Probabilmente non lo vedremo in biancheria intima natalizia come la Ferragni, ma la minaccia è reale: “Sto pensando di lasciare i miei incarichi e di diventare un influencer a tempo pieno.

Che ne pensate?”, chiede il miliardario annoiato. Musk, che è anche il fondatore e Ceo della società aerospaziale SpaceX, guida la startup Neuralink e la società di infrastrutture The Boring Company, è un uomo dalle mille contraddizioni. Le sue uscite su Twitter a volte hanno fatto passare di mano parecchio denaro. Per esempio il mese scorso aveva chiesto ai suoi follower se avrebbe dovuto vendere il 10% della sua partecipazione in Tesla.

La maggioranza ha detto di sì, e nel frattempo il titolo del produttore di auto elettriche ha avuto parecchi scossoni in Borsa. Da allora Musk ha venduto azioni per un valore di quasi 12 miliardi di dollari, e sono 5 settimane consecutive che continua a farlo: una comunicazione dello scorso giovedì ha precisato che Musk ha venduto ancora altre 934.091 azioni, per un valore di circa 963 milioni di dollari, per pagare le tasse.

Stop alla plastica monouso e addio anche ai pic-nic…

Pic nic addio. Dal 14 gennaio 2022 le nuove regole su restrizione e dismissione dell’uso di prodotti di plastica monouso non biodegradabile e non compostabile, dettate dal Dlgs 196/21 (Gazzetta ufficiale 285 del 30 novembre), i cosiddetti «Sup -single use plastics», ci impediranno di fare uno spuntino nel classico piatto di plastica. Il «prodotto di plastica monouso» è quello «realizzato interamente o parzialmente in plastica, a eccezione del prodotto realizzato in polimeri naturali non modificati chimicamente».

Le plastiche oxo-degradabili sono le «materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti o la decomposizione chimica». Il decreto introduce riduzioni del consumo e restrizioni all’immissione sul mercato di plastiche. Per promuovere i prodotti alternativi ai Sup, è riconosciuto un credito d’imposta di tre milioni l’anno dal 2022 al 2024 alle imprese che acquistano e usano prodotti alternativi ma riutilizzabili o in materiale biodegradabile o compostabile (Uni En 13432:2002).

Il divieto di immissione sul mercato riguarda i prodotti di plastica monouso e i prodotti di plastica oxo-degradabile. Per fare una merenda in montagna servirà un consulente. Meglio infilarsi nella prima bettola aperta.

Maradona, si inasprisce la guerra per l’eredità

Non è bastato dedicargli il suo stadio, quello di Napoli. Si inasprisce la guerra per l’eredità di Diego Armando Maradona. Dopo la sarabanda del dna tra gli eredi naturali ora, la sua morte ha aperto contenziosi legali sul possesso dei marchi. C’è chi – in un solo mese – ha depositato domande per 147 marchi. Un libro e un podcast raccontano il campione e l’uomo d’affari. Il quotidiano Il Sole 24 Ore ha imbastito una interessante inchiesta sulla materia. Tre firme per una guerra. Non è il titolo di un film ma solo l’ultimo capitolo del contenzioso per l’eredità di Diego Armando Maradona, morto un anno fa in Argentina. Le firme sono quelle del campione di Lanus e quelle di Matias Edgardo Morla e di Stefano Ceci. L’uno avvocato di Buenos Aires. L’altro imprenditore campano, da tempo residente a Dubai. Ad accomunarli l’amicizia per Maradona, ora osteggiata dai suoi familiari più stretti. A cominciare dai figli. Appunto.

Trasporto a idrogeno in Lombardia? Non è fantascienza

L’idrogeno non è fantascienza. E infatti arrivano nuove risorse per il progetto di trasporto a idrogeno in Lombardia. La Regione ha stanziato 75,5 milioni di euro per l’attivazione del servizio dei treni ad idrogeno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Il contributo rientra nei 319 milioni di euro stanziati da Palazzo Lombardia per potenziare ed efficientare la rete di Ferrovienord attraverso raddoppi di linea, eliminazione di passaggi a livello e potenziamento dei sistemi di sicurezza. “Regione Lombardia – commentano il presidente Fontana e l’assessore Terzi – implementa ulteriormente i finanziamenti per la rete di Ferrovienord, con l’obiettivo di creare le condizioni a livello infrastrutturale per migliorare il servizio. Rilevanti inoltre gli stanziamenti per la Brescia-Iseo-Edolo che nei prossimi anni sarà interessata dall’innovazione dei treni a idrogeno, con la sostituzione degli attuali convogli diesel”. Quello della linea Brescia-Iseo-Edolo è un progetto partito circa un anno fa. Risale a fine dicembre 2020 l’accordo siglato tra Fnm, A2A e Snam per dare ulteriore impulso allo sviluppo della mobilità a idrogeno verde in Lombardia. Il piano, denominato H2iseO, intende dar vita nel Sebino e in Valcamonica alla prima “Hydrogen Valley” italiana, dotandola a partire dal 2023 sia di una flotta di treni a idrogeno, sia delle relative infrastrutture. Successivamente, entro il 2025, la soluzione-idrogeno verrà estesa anche al trasporto pubblico locale, con circa 40 mezzi gestiti in Valcamonica da FnmAutoservizi (società al 100% di Fnm), con la possibilità di aprire alla logistica.