L’Italia “sbarca” nell’Indo-Pacifico: ecco le aziende coinvolte

Un progetto congiunto tra Giappone, Gran Bretagna e Italia punta a produrre Tempest, un aereo da combattimento ultra moderno

Perché questo articolo potrebbe interessarti? Un progetto congiunto tra Giappone, Gran Bretagna e Italia punta a produrre un aereo da combattimento ultra moderno. Si tratta del Tempest, per la cui realizzazione saranno coinvolte anche diverse aziende italiane. Così Roma e le aziende italiane fanno il loro “ingresso” indiretto nell’Indo-Pacifico.

Da Leonardo ad Avio Aero, passando per Elettronica e MBDA Italia. Ecco le aziende italiane che parteciperanno al programma Tempest, un progetto congiunto tra Giappone, Gran Bretagna e Italia che punterà a produrre un aereo da combattimento ultra moderno.

La realizzazione di questo mezzo, un caccia di sesta generazione chiamato Tempest, coinvolgerà tutta la filiera italiana. A partire dalle Università e dai centri di ricerca, fino alle Pmi e alle suddette industrie leader nazionali coinvolte.

È così che Roma entra, seppur indirettamente, nel delicato teatro dell’Indo-Pacifico. Già, perché il supercaccia invisibile fungerà anche da baluardo anti cinese in una delle regioni più calde del pianeta. Mentre la collaborazione potrà portare, in un futuro non troppo lontano, a nuovi gioielli militari.

Il ruolo dell’Italia

Per quanto riguarda il ruolo giocato dall’Italia, basta dare uno sguardo alle aziende coinvolte. Leonardo è partner strategico del programma Gcap – Global Combat Air Programme – in quella che Giappone, Gran Bretagna e Italia hanno definito una sfida finalizzata a tutelare e rafforzare la sovranità tecnologica e industriale nazionale.

In che modo? Assicurando prosperità, salvaguardia delle competenze distintive, ritorno occupazionale e competitività del comparto Aerospazio, Difesa e Sicurezza sui mercati internazionali.

La citata Leonardo, tra l’altro, è presente nel programma già dal 2018 con Leonardo UK. Così come la si poteva trovare nei principali programmi del settore. Tra cui l’Eurofighter Typhoon, l’F-35 o l’Eurodrone solo per citare i più recenti.

In una visione sistemica, le aree tecnologiche spaziano dall’aeronautica all’elettronica, dal cyber spazio alla gestione di potenza, facendo leva sull’intelligenza artificiale, sul big data analytics, sull’informatica quantistica, sul digital twin, sulla cyber sicurezza e sull’integrazione tra piattaforme, con o senza pilota.

L’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo ha spiegato che questo programma garantirà l’autonomia tecnologica dei Paesi coinvolti e fornirà alle Forze Armate prestazioni e capacità operative senza precedenti.

Secondo Profumo, il Global Combat Air Programme agirà anche da volano di sviluppo per l’industria nazionale nei decenni a venire.

L’importanza del Tempest

L’obiettivo iniziale del progetto Tempest consisteva nel creare un supercaccia invisibile. Lo sviluppo vedrà luce nel 2024 mentre il velivolo dovrà sostituire il vecchio Eurofighter Typhoon entro il 2035.

Questo aereo riuscirà a volare con un pilota ai comandi o guidato dall’intelligenza artificiale. Sarà inoltre dotato delle armi più sofisticate, tra cui missili ipersonici, droni e cannoni laser.

Il progetto ad alta tecnologia “accelererà la nostra capacità militare avanzata e il nostro vantaggio tecnologico”, si legge in una nota diffusa dai tre governi.

Se dal punto di vista dell’Italia, il ruolo di Roma, almeno nella fase iniziale, consisterà nella partecipazione industriale, diverso è il discorso relativo a Londra e Tokyo.

Per quanto riguarda il Giappone, infatti, questo mezzo si candida a diventare il prossimo strumento per la difesa giapponese dell’area indo-pacifica. Va da sé, dall’ascesa della Cina e dalle minacce rappresentate dalla Corea del Nord. Anche l’Italia, e dunque le aziende italiane, sono entrate nel teatro asiatico.