Le sanzioni salvano i gioielli russi, 70 milioni d’oro italiano a rischio. La bozza

Nel nuovo pacchetto di sanzioni dell'Unione europea verrà colpito l'oro ma non i gioielli russi. Cosa rischiano i gioiellieri italiani

La Commissione europea è in procinto di varare un nuovo pacchetto – il sesto – di sanzioni contro Russia e Bielorussia. Tra i vari settori economici da colpire nei paesi aggressori dell’Ucraina ci sarebbe anche quello delle importazioni dell’oro. Stando a quanto riporta il sito Politico.eu, dovrebbero però essere risparmiati dall’elenco dei beni sanzionati i gioielli.

Attacco all’oro di Mosca

Il governo dell’Unione europea, come da accordi presi al G7 del mese scorso, ha cominciato a elaborare dei piani per vietare l’ingresso all’oro dalla Russia.

Ursula von der Leyen ha annunciato che: “La brutale guerra della Russia contro l’Ucraina continua senza sosta”. La presidente della Commissione europea ha ribadito come “Mosca deve continuare a pagare un prezzo alto per la sua aggressione”.

La bozza del pacchetto di sanzioni, che deve ancora essere approvata dai paesi dell’UE, afferma che “sarà vietato acquistare, importare o trasferire, direttamente o indirettamente, oro. Se proveniente dalla Russia o sono stati esportati dalla Russia nell’Unione o in qualsiasi paese terzo”.

Gioielli in salvo

Ma nella bozza il blocco riguarderebbe solo l’oro in polvere, greggio o semilavorato, così come le monete d’oro e l’oro di scarto o di scarto. La bozza non elenca l’oro sotto forma di gioielli come catene d’oro o anelli d’oro. Ciò potrebbe lasciare delle scappatoie che impediscono al denaro di fluire nelle casse del Cremlino.

La Russia esporta oro per circa 8 miliardi di euro ogni anno.

Nel 2019 circa il 90% delle esportazioni di oro russe è andato nel Regno Unito. I piani della Commissione vanno oltre il semplice divieto dell’oro. La proposta fa parte di un nuovo pacchetto che introduce anche requisiti più severi per il congelamento dei beni di persone sanzionate; e rafforza i controlli sulle esportazioni di tecnologie avanzate e a duplice uso.

70 milioni di gioielli italiani in Russia a rischio

Secondo un’analisi che riguarda la gioielleria italiana condotta dall’Ice – l’organo statale per l’export – i compratori russi sono attratti da negozi di livello medio o medio-alto. L’utilizzo quotidiano di anelli, orecchini, braccialetti e collane soprattutto nella capitale e nelle grandi città, è ormai visto come una forma di accessorio alla propria immagine. Non necessariamente abbinato a indumenti di lusso o in occasione di eventi speciali.

Gli articoli preferiti dalle donne russe sono anelli, catenine e orecchini; gli uomini preferiscono catenine e braccialetti.

Negli ultimi anni, però, ha avuto successo più la gioielleria in argento che in oro, a causa del cambio rublo-euro sfavorevole. L’Italia (dati 2019) esporta verso la Russia gioielli per circa 77 milioni; la Francia circa 22 milioni, gli Stati Uniti 21 milioni e il Regno Unito 23 milioni. Chi esporta di più in Russia è però la Cina con oltre 88 milioni.

Settimana prossima l’implemento delle sanzioni

Secondo diversi diplomatici, lunedì i ministri degli Affari esteri dell’UE discuteranno dei piani.

Gli ambasciatori presso l’UE possono quindi adottare il progetto durante le loro riunioni mercoledì o venerdì. Dopo che la Commissione ha impiegato diverse settimane per coinvolgere tutti i paesi con l’ultimo pacchetto di sanzioni, in gran parte a causa dell’arresto del divieto del petrolio da parte dell’Ungheria, i diplomatici dell’UE non sembrano aspettarsi grandi problemi.

LA PROPOSTA DI NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA