A2A, Mazzoncini: “Extra-profitti marginali. Per termovalorizzatore a Roma serve piano rifiuti”

La riflessione di Renato Mazzoncini, AD di A2A, sugli extr-profitti e il termovalorizzatore di Roma, a margine del convegno IDN

Era stato definito un piano ambizioso quando è stato presentato nel 2021. Oggi si rivela resiliente, considerando gli strascichi della pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina. Oggi, martedì 23 novembre, è stato presentato l’aggiornamento al Piano Strategico 2021-2030 di A2A in cui la multiutility ha annunciato un totale di 16 miliardi di euro di investimenti in dieci anni, di cui cinque miliardi destinati all’economia circolare e undici alla transizione energetica con una maggiore concentrazione sul mercato domestico per le rinnovabili per recuperare l’autonomia energetica del Paese.

L’impegno di Renato Mazzocini, Ad di A2A

In questo modo ha rinnovato l’impegno del Gruppo verso la decarbonizzazione, in anticipo rispetto agli obiettivi comunitari. L’amministratore delegato, Renato Mazzoncini, ha inoltre risposto a True-News.it rispetto alla proposta lanciata in anteprima lunedì 21 novembre a Italia Direzione Nord dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin riguardo all’introduzione di un tetto al prezzo delle rinnovabili di 180€ al Megawattora.

“Sono favorevole al price cap – ha dichiarato Mazzoncini -.

Attualmente il clawback è pari a 58 euro, ovvero ciò che le aziende incassano in eccesso lo danno allo Stato che lo utilizza per sostenere le famiglie. Quello del tetto del prezzo è una soluzione migliore perché ciò significa che le bollette risulteranno più basse senza necessità del successivo sussidio”. “Tuttavia – ha aggiunto l’ad – credo che il livello del price cap vada definito su scala europea per una competizione equa tra nazioni e per incentivare all’investimento nelle rinnovabili.

Noi lo stiamo facendo”.

Rispetto alla tassa sugli extra profitti il numero uno di A2A ha parlato di un impatto contenuto per il Gruppo, rendendosi disponibile a fare la propria parte . “Oggi la rimodulazione della tassa degli extra profitti ha avuto per A2A un impatto marginale. Parliamo, per il 2022, di qualche decina di milione di euro. È interessante capire come questa norma sarà interpretata dall’Europa che vorrebbe concentrarla sulle aziende che estraggono gas, non su chi come noi lo utilizza per produrre energia.

Noi comunque la pagheremo e faremo la nostra parte.”

Il riferimento al termovalorizzatore di Roma

Non è mancato, sollecitato dalla stampa, un riferimento all’interesse nei confronti della realizzazione del termovalorizzatore di Roma. “A2A detiene il 50% del mercato della termovalorizzazione in Italia, è inevitabile che siamo interessati a tutti i progetti – ha commentato Renato Mazzoncini -. In Sicilia ci siamo attivati per gli impianti di Catania e Palermo. Per quanto concerne la Capitale, stiamo cercando di capire il piano di rifiuti per Roma.

Valuteremo la partecipazione”.

Mentre grazie al digitale la multiutility punta a una maggiore consapevolezza dei consumi. “Faremo in modo che i contatori 2G possano consentire di fornire tramite app un andamento in tempo reale del consumo così da avere un ruolo importante nell’aiutare i nostri clienti nel controllo delle spese. Lo faremo completando l’installazione su tutte le utenze attraverso Unareti”.

 

Risultati raggiunti e superati nei primi due anni di Piano

Nei primi due anni del Piano decennale di A2A sono stati infatti realizzati investimenti infrastrutturali per il Paese pari a 3,5 miliardi di euro.

Nell’ambito dell’Economia circolare il Gruppo ha finalizzato investimenti strategici in impianti per il trattamento di rifiuti organici e scarti agroalimentari (Lacchiarella e Cavaglià con capacità di produzione di circa 13 Mmc di biometano), per il trattamento dei fanghi (Corteolona con capacità di trattamento 55 kton), per la depurazione (Gavardo, Alfianello e Val Trompia con capacità di trattamento di circa 130 mila abitanti equivalenti) e nella conversione dell’impianto Biofor (capacità di circa 5 Mmc di biometano).

In ambito M&A sono state finalizzate due rilevanti operazioni. Nel comparto dei rifiuti industriali è stata conclusa l’acquisizione di TecnoA, azienda leader nel Centro-Sud Italia, il cui polo impiantistico ha una capacità di trattamento di circa 300 kton all’anno di rifiuti, finalizzata al di recupero energetico. Nel recupero di calore è stata portata a termine l’operazione di acquisizione di Sea Energia, società che fornisce energia elettrica e termica agli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa e che ha l’obiettivo di favorire il loro processo di decarbonizzazione.

A supporto della transizione energetica, nella prima fase di attuazione del Piano sono stati acquisiti portafogli di impianti di generazione green per 436 MW di potenza nominale attraverso due rilevanti acquisizioni: il portafoglio Octopus, esclusivamente fotovoltaico di 173 MW, e i portafogli eolici e fotovoltaici Ardian pari a 263 MW. Queste operazioni hanno consentito al Gruppo di diventare il quarto player industriale nel settore delle energie rinnovabili.

Nel corso del 2022 è stata acquisita un’ulteriore piattaforma di sviluppo FER, con pipeline di progetti per 800 MW, fra i quali l’Impianto Eolico di Matarocco da circa 30 MW di cui è stato avviato il cantiere. Per sviluppare nuova energia flessibile a supporto delle rinnovabili, sono state potenziate le centrali di Chivasso e Cassano; sono state inoltre realizzate due cabine primarie per garantire la resilienza della rete elettrica della città di Milano (Rozzano e San Cristoforo). Infine, l’acquisizione di clienti retail da canali digitali ha superato le aspettative con oltre 180 mila nuovi clienti nei primi due anni di piano.

Contesto macroeconomico e criteri di aggiornamento del Piano

Un contesto geopolitico ed economico complesso e uno scenario energetico volatile hanno caratterizzato il 2022: il prezzo dell’energia elettrica ha raggiunto picchi mai verificati in passato toccando i 700 €/MWh lo scorso agosto, l’inflazione in area EURO ha subito un’impennata raggiungendo il 10% a luglio ed il tasso di interesse Euribor a 12 mesi ha oltrepassato il 2% a settembre.

Se da un lato il quadro delineato ha generato grande incertezza economica, d’altra parte ha reso ancora più attuali gli asset di crescita del Piano di A2A. Dall’Europa emerge infatti una rinnovata spinta verso la decarbonizzazione e la necessità di accrescere il proprio livello di autonomia energetica: in particolare il nuovo pacchetto REPowerEU, pubblicato dalla Commissione Europea a maggio 2022, stabilisce una serie di misure volte a ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione verde.

In Italia abbiamo assistito nei mesi scorsi a un rinnovato impegno nel supportare la realizzazione di impianti volti a contribuire all’indipendenza energetica del Paese, ad esempio con l’adozione di procedure più snelle per lo sviluppo di impianti fotovoltaici fino a 20 MW, con il modello unico semplificato per installazione di fotovoltaico sugli edifici e con incentivi fino al 40% in conto capitale per la produzione di biometano.

La forte attenzione all’autonomia energetica spinge a massimizzare la valorizzazione delle risorse disponibili sul territorio per sbloccare il potenziale delle fonti rinnovabili in Italia in coerenza con le principali linee di sviluppo del Gruppo.

L’incerto contesto economico e gli impatti generati (e.g. aumento costi di approvvigionamento, incremento del valore nominale dei crediti, rateizzazione dei pagamenti dei clienti e incremento del costo del debito) hanno reso opportuno un aggiornamento dei prossimi anni di Piano in ottica prudenziale e con un maggior focus sulla gestione dei rischi derivanti dal mutato contesto, rimodulando gli investimenti, mantenendo invariati gli obiettivi sui 10 anni (16 miliardi di euro cumulati fra il 2021 ed il 2030 in linea con il primo Piano decennale).

L’aggiornamento del Piano 2021– 2030, in continuità strategica con la versione precedente, conferma l’economia circolare e la transizione energetica quali pilastri dell’evoluzione di A2A, seguendo un approccio più selettivo sugli investimenti, focalizzato sui business distintivi e sul mercato domestico e con una maggiore crescita organica. L’adozione di un approccio flessibile su investimenti e indicatori economico finanziari sarà fondamentale per garantire stabilità al Gruppo.

Economia Circolare e Transizione Energetica

Economia Circolare e Transizione Energetica rafforzano il proprio ruolo chiave nel favorire l’utilizzo efficiente delle risorse e contribuire ad accrescere il livello di autonomia energetica dell’Italia. L’ampia disponibilità di fonti di energia rinnovabile e la necessità di colmare il gap impiantistico nel trattamento e valorizzazione dei rifiuti rappresentano oggi più che mai grandi opportunità per il Paese e il punto cardine della strategia di A2A.

Sul fronte dell’Economia Circolare, A2A ha già investito oltre 1 miliardo di euro nel biennio ’21-’22 e prevede a Piano investimenti complessivi pari a circa 5 miliardi di euro, focalizzandosi sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, sul recupero di materia, energia e calore e sullo sviluppo delle bioenergie, conseguendo un EBITDA di 0,8 miliardi di euro al 2030. Con l’aggiornamento del Piano, il Gruppo accrescerà la capacità di trattamento e valorizzazione dei rifiuti consolidando il ruolo di leader nel Waste- to-Energy e un posizionamento rilevante nel segmento del mercato del biometano. Grazie ai propri investimenti, A2A disporrà nel 2030 di impianti in grado di produrre 1,9 TWh di energia termica destinata al teleriscaldamento, 2,5 TWh di energia elettrica, e di impianti di trattamento di rifiuti organici e scarti agroalimentari per produrre 170 Mmc di biometano.

Facendo leva sulla leadership del Gruppo nell’ambito dell’economia circolare, A2A lancerà il business di riciclo delle batterie al litio. Grazie a questo nuovo business, A2A sarà in grado di trattare circa 10 kton di batterie ogni anno.

Il piano di A2A per la Transizione Energetica prevede investimenti complessivi pari a circa 11 miliardi di euro, prevalentemente focalizzati sullo sviluppo delle energie rinnovabili, flessibilità ed elettrificazione dei consumi, con un EBITDA obiettivo al 2030 pari a circa 1,7 miliardi di euro.

Gli oltre 2 miliardi di euro già investiti nel primo biennio di Piano hanno consentito ad A2A di rafforzare la propria posizione nel campo della generazione da fonti rinnovabili consolidando una piattaforma per lo sviluppo greenfield successivo. Entro il 2030, il Piano mira a costruire un portafoglio da 5 GW tra idroelettrico, solare ed eolico, in grado di produrre circa 9 TWh di energia green.

Per garantire una maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili non programmabili, sarà necessario investire anche sulla flessibilità del sistema elettrico. A tal fine, A2A svilupperà un mix di soluzioni che contribuiranno all’aumento di 1,7 GW di nuova flessibilità al 2030, grazie a un nuovo ciclo combinato a gas abilitato a blending con idrogeno (vincitore di un’asta Capacity Market), un nuovo gas peaker (già autorizzato), soluzioni di accumulo elettrochimico e potenziamenti volti ad aumentare il livello di flessibilità degli impianti (di cui due già realizzati).

Prosegue inoltre l’impegno del Gruppo a supporto dell’elettrificazione dei consumi, che sarà abilitata da investimenti nel rafforzamento e nello sviluppo della rete elettrica di A2A, con la realizzazione di 16 nuove cabine primarie, la posa di 2.500 km di nuove reti e maggiore potenza di picco gestita. Lato mercato amplieremo la base clienti offrendo nuove soluzioni VAS2, promuovendo la mobilità elettrica e lo sviluppo della generazione distribuita e dell’autoconsumo tramite solare small scale e Comunità Energetiche.

Nella visione di A2A, economia circolare e transizione energetica si integrano, sviluppando sinergie tra le Business Unit. Al 2030, il Gruppo produrrà circa 13 TWh complessivi fra energia verde e recupero energetico, combinando l’apporto di idroelettrico, fotovoltaico ed eolico con quello del Waste-to- Energy e delle bioenergie.

La strategia di A2A per la stabilità

A2A può contare su diversi elementi che garantiscono stabilità al Gruppo e sui quali continuerà a puntare nei prossimi anni alla luce dell’attuale contesto economico. Nel business della generazione di energia, A2A dispone di un portafoglio diversificato di impianti che garantisce margini stabili (circa 500 milioni di euro di margine di contribuzione medio fra il 2013 e il 2021) e un basso profilo di rischio grazie a un portafoglio diversificato per tecnologia, modello di ricavo (regolato vs mercato) e ambito geografico.

Lo sviluppo degli impianti rinnovabili, elemento chiave all’interno del Piano Strategico, è protetto dal presidio dell’intera catena del valore all’interno della BU Energia. L’ampia base clienti retail è infatti in grado di garantire in arco piano l’acquisto e dunque la copertura dell’intera energia rinnovabile prodotta. L’obiettivo per il 2030 è di raggiungere i 9 TWh di produzione di energia elettrica da FER con una copertura superiore al 100% da parte del mercato residenziale.

Per quanto riguarda la Business Unit Ambiente, il presidio dell’intera catena del valore nel ciclo dei rifiuti consente di mitigare i rischi, con l’obiettivo di gestire e trattare internamente nel 2030 l’85% dei 2 milioni di tonnellate di rifiuti raccolti al 2030. A livello di capacità di esecuzione delle infrastrutture e di messa a terra degli investimenti, A2A può sentirsi forte di una percentuale di oltre l’80% dei progetti previsti entro il 2026 già realizzati o in corso. Il Gruppo può inoltre contare su potenziali upside rispetto agli investimenti previsti a Piano, che potranno fungere sia da backup di iniziative sia da accelerazione qualora si presentino le condizioni, ovvero da ulteriori sviluppi abilitati tramite partnership.

Environment, Social & Governance

L’impegno in ambito ESG rimane al centro del Piano industriale, focalizzato su una transizione equa, ecologica e condivisa. Una grande attenzione viene infatti posta alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo dei territori e delle comunità e alla valorizzazione delle persone del Gruppo costruendo e diffondendo un approccio inclusivo nella cultura aziendale.

Nell’aggiornamento del Piano 2021- 2030 vengono confermati i target di decarbonizzazione che vedono A2A raggiungere il net-zero al 2040, con dieci anni di anticipo rispetto agli obiettivi comunitari, e la strategia incentrata sull’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili ed il ricorso a nuove tecnologie.

Nel 2022 sono state realizzate numerose iniziative nell’ambito della gestione delle risorse umane dedicate alla valorizzazione delle persone del Gruppo. L’approccio di A2A alla diversità e all’inclusione si fonda sui principi di rispetto, integrità e sulla tutela dell’individuo all’interno dell’ambiente di lavoro. Nell’ultimo anno è stato costituito un Inclusion Team, avviato un piano d’azione sulle tematiche Diversity, Equity & Inclusion e favorito l’inserimento lavorativo di persone destinatarie di protezione internazionale in collaborazione con le onlus e l’UNHCR.

Nel 2022 è stato raggiunto il 48% di CdA del Gruppo con donne3 ed il 25% di donne manager: A2A continua a porsi obiettivi sfidanti per i prossimi anni (e.g. 90% CdA con donne al 2030). Il 25% di dipendenti con disabilità sono stati inclusi in progetti di valorizzazione e il 12% delle persone del Gruppo ha avuto obiettivi formalmente assegnati: il target è di raggiungere il 100% per entrambi i KPI entro il 2030.

L’indice di frequenza infortunistica è atteso in miglioramento continuo

È continuato il progetto Leadership in Health & Safety per diffondere sempre di più la cultura del lavoro in sicurezza ed è stata avviata una Technical Academy per valorizzare il know-how aziendale, favorire lo scambio di competenze fra le diverse generazioni e ridurre i tempi di on-boarding dei neoassunti. Una grande attenzione è stata posta alla gestione dei talenti con l’ampliamento e il potenziamento del percorso di Induction delle risorse entrate a far parte del Gruppo, e la realizzazione di un programma di Mentoring trasversale con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della cultura manageriale.

È proseguita inoltre l’attività volta a rendere sostenibile la Supply Chain, confermata dai progressi ottenuti nel 2022 con il 60% degli ordini assegnato a fornitori valutati con scoring ESG e la pubblicazione di una policy di Sustainable Procurement. Il Piano conferma l’impegno nel raggiungere al 2030 un’incidenza dei criteri di sostenibilità nel processo di vendor rating superiore al 30% e il 90% di ordinato assegnato a fornitori valutati con scoring ESG.

Nel 2022 è stato inoltre rafforzato il presidio e il coinvolgimento dei principali stakeholder sui territori di riferimento, coinvolgendo anche la catena di fornitura locale. Sono stati realizzati 9 forum multistakeholder che hanno generato 30 proposte a valore condiviso per supportare la transizione ecologica dei territori, ed è stata portata avanti la promozione, attraverso campagne ad hoc, di iniziative di sensibilizzazione per adottare comportamenti responsabili in termini di efficienza energetica e tutela delle risorse.

L’innovazione continua a rimanere strategica per creare un ecosistema aperto, diffuso e interconnesso. Nel 2022 il Gruppo è entrato nei fondi Eureka e Tech4Planet e ha impegnato 17 milioni di euro nello sviluppo di 7 startup, con focus su transizione energetica ed economia circolare, tramite il fondo di venture principale A+360. A2A si è inoltre impegnata a diffondere la cultura dell’innovazione stimolando la partecipazione diffusa e continuativa dei dipendenti a diverse iniziative quali concorsi di idee e programmi di intrapreneurship: nel corso dell’anno sono stati coinvolti oltre 3.000 dipendenti che hanno presentato più di 300 proposte innovative, da cui sono emersi 10 progetti concreti attualmente in fase di realizzazione.