Il caro gas? Fa aumentare anche il costo dell’acqua. Minerale su dell’11%

Non solo bollette, il caro energia impatta anche sul bene più essenziale di tutti: l'acqua. Una stangata nel bicchiere: +11%

Non solo bollette. Il caro energia impatta anche sul bene più essenziale di tutti: l’acqua. Una stangata sul direttamente nel bicchiere, con aumenti dell’11% per l’acqua minerale; del 7 per cento per le bibite gassate e di oltre il 10% per i succhi di frutta. Lo riporta uno studio di Coldiretti, sulla base dei dati Istat sull’inflazione.

Anidride carbonica alle stelle

I costi dell’estrazione dell’anidride carbonica per uso alimentare sono esplosi; con aumenti che riguardano anche le bevande alcoliche più amate dagli italiani: birra e vino.

Sulla produzione impattano i costi di produzione nel lavoro di campi e vigneti (+170% secondo Coldiretti); dei concimi (+129 per cento); del gasolio (che ha registrato aumenti fino a quasi il 130%); e delle bollette per l’irrigazione dei campi.

Il caro energia non impatta solo sui campi, ma su tutta la filiera dei beni essenziali e della distribuzione. Così il 2022 ha fatto registrare aumenti esponenziali. Letteralmente, se si osserva l’aumento in bolletta del 300% dell’acqua; o del 230% del gas.

Acqua cara

I costi sono in crescita su tutti i fronti: imballaggi, bancali, contenitori di plastica, vetro, metallo, etichette e tappi. Costi indiretti – come evidenzia Coldiretti – che vanno dal vetro rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno; al tetrapack con un incremento del 15%; dal +35% delle etichette al +45% per il cartone; dal +10% costi per le lattine, fino ad arrivare al +70% per la plastica.

Il comparto alimentare richiede – continua la Coldiretti – ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, il funzionamento delle macchine e la climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro.

L’agroalimentare vale un quarto del Pil

Si prevede un autunno caldissimo, per il rimbalzo dei listini di vendita. La filiera agroalimentare ha un valore stimato superiore ai 575 miliardi di euro: un quarto del Pil italiano.

Impiega oltre 4 milioni di lavoratori; distribuiti in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio.

A far aumentare i prezzi alla produzione è il caro energia che si trasferisce a valanga sui costi di produzione anche nell’agroalimentare che assorbe oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno. Una bolletta energetica insostenibile, nonostante gli interventi del governo e le strategie di risparmio energetico.

Nuove tecniche e tecnologie 4.0 non sembrano bastare.

Coldiretti: “Non possiamo aspettare le elezioni”

“Non c’è tempo da perdere e non possiamo aspettare le elezioni e il nuovo Governo. Bisogna intervenire subito sui rincari dell’energia che mettono a rischio imprese e famiglie in settori vitali per il Paese”. Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini sottolinea come “con i rincari d’autunno insieme al sistema produttivo sono a rischio alimentare oltre 2,6 milioni di persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare.

Sono solo la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell’inflazione spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari”.

IL RAPPORTO DI COLDIRETTI