Bologna mette le mani su Snam. La Cina vigila. Il cv del professore onorario di Mosca nel cda

Quale logica ci può essere nella sostituzione di Marco Alverà alla guida di Snam? Per la verità, guardando i numeri, nessuna

di Fabio Massa

Quale logica ci può essere nella sostituzione di Marco Alverà alla guida di Snam? Per la verità, guardando i numeri, nessuna. L’azienda, che ha approvato i conti del 2021, non può che gioire dell’operato del suo ormai ex amministratore delegato: i ricavi si attestano sui 3 miliardi (+10 per cento sul 2020), il mol a 2,25 miliardi (+2,4 per cento) e l’utile netto adjusted di gruppo a 1,218 miliardi (+4,6%).

I nemici di Alverà

Quindi, rumors raccolti da True-News.it raccontano qualcosa d’altro. Prima di tutto, il fatto che Marco Alverà si sia fatto nemici importanti, che hanno provato colpi alti e colpi bassi per disarcionarlo. Riuscendoci. I colpi bassi sono stati addirittura l’ipotesi di una indagine privata di reputation personale. I colpi “alti”, se così si possono definire, sono invece state le prese di posizione – nelle segrete stanze di Palazzo Chigi dove tutto decidono il duo Francesco Giavazzi-Antonio Funiciello – di Eni ed Enel proprio contro Marco Alverà.

La motivazione è industriale, se così si può chiamare: non è piaciuto l’attivismo di Alverà sul fronte della produzione di energia, oltre che sulla mission principale delle infrastrutture energetiche. Concorrenza interna tra le partecipate di Cdp? Vade retro. Pare che però anche qualche vecchio lupo di mare del mondo di Fondazione Cariplo non sia contento, per nulla contento, di quello che sta avvenendo all’ombra del governo di Mario Draghi.

Per sua predisposizione personale Marco Alverà tace, adesso.

Tace da settimane, non spacca, non dichiara, è un manager a disposizione. Farà il suo percorso privato, ma in attesa del prossimo anno, quando ci saranno le scadenze importanti proprio di Enel ed Eni.

Per un manager che se ne va c’è chi arriva

O meglio, è un mondo che arriva. Stefano Venier, indicato come nuovo ad, arriva infatti da Hera, la multiutility che fa del “radicamento del territorio” la sua forza.

Territorio e multiutility saldamente dominata dal Partito Democratico nella rossa Emilia Romagna: tra i soci il 46 per cento circa è un patto tra enti pubblici: l’11,14 per cento di comuni della Provincia di Bologna, il 15,39 per cento di comuni delle Province della Romagna. Il resto è flottante.

Dall’ex donna di Repubblica alla moglie di Vespa

Interessante il fatto che tra i principali investitori istituzionali ci sia Lazard (5,04 per cento).

C’è di più. Nel cda di Hera siedono personalità interessanti. Come quella di Monica Mondardini: amministratore delegato della CIR controllata fino al 2020 dalla Cofide di De Benedetti e fino a quattro anni fa amministratore delegato del gruppo GEDI. Donna del mondo di Repubblica, quindi. Tornando a Snam, nel prossimo cda entrerà Augusta Iannini, manager e moglie di Bruno Vespa.

La nostra energia nelle mani cinesi

Poi c’è il rappresentante di State Grid, Qinjing Shen.

Nel complicato gioco geopolitico dovuto all’invasione della Russia e all’equilibrismo di Pechino, infatti, c’è chi si dimentica che un pezzo non irrilevante delle nostre società energetiche (Snam e Terna) sono infatti possedute da Pechino, grazie all’acquisizione del 35 per cento di Cdp reti, che a sua volta controlla il 30 per cento di Snam, per una somma di 2,1 miliardi di euro alla fine di luglio 2014.

Quell’accordo, voluto da Renzi, garantiva e garantisce un posto nel cda di Snam. Altro nome voluto da Cdp è Massimo Bergami. Anche lui bolognese, è un professore ordinario di Organizzazione Aziendale, ma anche un dirigente d’azienda. Ferretti Ducati, Telecom, Brunello Cucinelli: ha avuto un posto in molti cda.

Il cv di Bergami: da Prodi alla Russia

E anche in qualche comitato scientifico di peso, come in Nomisma da 2007 al 2009, fondata da Romano Prodi. E proprio con Romano Prodi, il 10 settembre, era alla Business School di Bologna per la laurea ad honorem ad Eric Schmidt e per il ventesimo compleanno della Bbs di cui è rettore. Curiosità: Russia e Cina tornano anche nel suo curriculum. Nel 2012 infatti è stato nominato guest professor della Nankai University di Tianjin, in Cina e dallo stesso anno è stato nominato professore onorario della Mirbis, la Moscow International Higher Business School of Russia.