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Banco BPM, risultati oltre le attese. Castagna a True: “Le banche incentivino la sostenibilità”

Fusioni e acquisizioni? Per ora no, ma l’ad non chiude tutte le porte. Il piano industriale 2024? Digitale ed Esg

Banco Bpm chiude il terzo trimestre con ricavi e margini superiori alle attese degli analisti e intanto presenta il nuovo piano industriale al 2024 con obiettivi ambiziosi, sfilandosi per il momento dal risiko bancario, sia sul fronte Carige sia su quello Mps, ma senza chiusure a priori.

Il risiko bancario? Mps troppo grande e Carige troppo piccola

In conferenza stampa, l’Ad Giuseppe Castagna ha infatti definito l’istituto senese “troppo grande” per un’eventuale fusione, mentre quello ligure “troppo piccolo”. “Fare fusioni è complicato – ha dichiarato – e non le apprezzano in molti. Penso a quanto tempo abbiamo impiegato per convincere il mercato che la nostra operazione aveva un valore, pur avendo sempre realizzato quanto promesso e trovandoci, a cinque anni di distanza, con un’alta redditività stand alone. L’attuale situazione macroeconomica inoltre non incoraggia le aggregazioni”. E questo a prescindere dagli incentivi fiscali per le fusioni bancarie, prorogati al 2022. “I driver che devono spingere il consolidamento – ha aggiunto il numero uno di Piazza Meda – sono la redditività e la crescita dei ricavi, non le Dta, che sono un elemento in più, ma non l’aspetto principale. Erano una spinta per chiudere velocemente qualcosa che poi non c’è stata la possibilità di realizzare”. Se, al contrario, fosse un altro player a mettere gli occhi su Bpm, come ad esempio UniCredit, Castagna però non chiude la porta: “Se qualcuno volesse comprarci non facciamo le barricate, ma dovrà pagarci il prezzo giusto”.

Risultati terzo trimestre con 110 milioni di utile 

E i numeri danno ragione al Ceo, visto che Banco BPM ha registrato entrate per 1,100 miliardi su aspettative di 1,056 miliardi, margini per 616,427 milioni di euro, commissioni nette per 475,308 milioni, costi per 615,97 milioni. Hanno aiutato minori accantonamenti su oneri per 200,6 milioni invece di 236 milioni, che hanno portato l’utile netto trimestrale a 110,681 milioni di euro e quello dei primi nove mesi dell’anno a 471,998 milioni di euro. Al contempo il rapporto fra costi e ricavi è sceso al 55,2% rispetto al 59,1% di fine settembre 2020, mentre l’Npe ratio lordo migliora, passando al 5,9% dal 7,5% di fine dicembre.

Piano industriale 2021 – 2024: digitalizzazione e valorizzazione degli asset interni

Il board della banca, presieduto da Massimo Tononi, ha approvato il Piano Industriale 2021-2024 partendo dall’ipotesi di un Pil italiano in crescita del 6% nel 2021 e del 4,2% nel 2022.

Tra i fattori trainanti si va dalla strategia di contenimento del rischio a quella di crescita focalizzata su un modello commerciale spinto dal digitale e la messa a pieno regime delle fabbriche prodotto, dalla bancassurance all’asset management fino al credito al consumo. Non mancano le opportunità fornite dal Pnrr, così come la valorizzazione della parte assicurativa attraverso la rinegoziazione delle partnership con Cattolica e Covéa nell’ottica di puntare sempre di più su salute e previdenza.

Altro filone è quello del contenimento dei costi dopo il recente accordo sul fondo esuberi e dalla razionalizzazione della rete di filiali. Il gruppo prevede infatti l’uscita volontaria di circa 1.600 dipendenti, con un incremento di 500 persone rispetto ai precedenti target. Mille uscite sono già state perfezionate nel primo semestre. Al contempo l’istituto procederà con 800 nuove assunzioni. Il business plan stima anche la chiusura di più filiali, 200 ulteriori sportelli, per arrivare al 2024 a contarne 1.300. Il nuovo modello commerciale è infatti orientato al digitale

Tra gli obiettivi c’è anche la maggior integrazione e contributo di Banca Aletti, specializzata nel Private Banking, segmento in ascesa, con un target di commissioni nette previste di 123 milioni nel 2024 e di Banca Akros con ricavi “core” pari a 160 milioni. La volontà è di mettere a regime le fabbriche prodotto, ottimizzando il rafforzamento del modello di business connesso all’asset management e al credito al consumo attraverso il contributo all’utile delle partecipazioni relative a Anima e Agos.

Strategia ESG, Castagna a True-News: “Le banche devono influenzare le imprese ad adottare modelli sostenibili”

Da segnalare anche l’impegno in materia di sostenibilità. “La Bce è intervenuta recentemente sul ruolo delle banche in questo ambito – ha aggiunto l’ad Giuseppe Castagna a domanda diretta di True-News -. Anche noi dobbiamo incentivare all’adozione di parametri di attenzione verso ambiente, società e governance. Quanto un istituto potrà influenzare, non tanto le aziende più strutturate, ma le Pmi, verso criteri Esg è una sfida che non possiamo perdere”.

Il gruppo prevede di ampliare ulteriormente la propria ambizione strategica in tutti gli ambiti della sostenibilità attraverso la crescente integrazione e diffusione degli elementi Environmental Social & Governance (Esg) nei propri modelli di governance e di business.

Su queste fondamenta poggiano i cinque macro-obiettivi ESG del Piano Strategico che sono ripartiti negli ambiti business, risk & credit, people strategy, environment e community.

Ad esempio in ambito business gli obiettivi saranno raggiunti attraverso la proposta di soluzioni, prodotti e servizi di consulenza che supportino la clientela nella transizione verso un’economia sostenibile. In orizzonte Piano si prevede che: oltre il 65% dei nuovi finanziamenti saranno erogati nei confronti di settori green o a basso rischio di transizione; €4 miliardi di nuovi mutui residenziali Green; oltre €3 miliardi di interventi legati a bonus fiscali derivanti dalla riqualificazione immobiliare; le emissioni di green e social bond raggiungeranno €2,5 miliardi. Si stima inoltre che a fine Piano la quota ESG del corporate banking book supererà il 30% (a fronte dell’attuale 8%).

Sul fronte della comunità rientrerà invece la sottoscrizione di importanti partnership/iniziative internazionali quali il Global Compact delle Nazioni Unite. Il continuo supporto al tessuto sociale del territorio proseguirà con il sostegno al Terzo Settore cui saranno destinati oltre €700 milioni di nuovi impieghi; con il supporto economico di progetti sociali e ambientali (circa €10 milioni) destinati in particolare al mondo della scuola, dell’università e del volontariato. Per quest’ultimo sono previste oltre 10.000 ore di volontariato aziendale cui si aggiungono le attività di educazione finanziaria per clienti e studenti e di know-how ESG per le imprese.  Infine, proseguirà il sostegno alla ricerca scientifica in ambito oncologico (AIRC) per finanziare l’attività di oltre 5000 ricercatori e la realizzazione di 660 progetti di ricerca.