Silvio Berlusconi come Kevin Spacey

Due storie differenti, ma che in fondo hanno tanto in comune. Una è italiana, l'altra è americana

Due storie differenti, ma che in fondo hanno tanto in comune. Una è italiana, l’altra è americana. L’altro giorno una trentenne di nome Karima è dovuta apparire in Tribunale per dire che con Berlusconi non ha mai fatto sesso. Karima è Ruby, quella che doveva passare per la figlia di Mubarak, e tutte le altre cose che appartengono a un’altra era della politica italiana. Cose che servono per attaccare Berlusconi. A me frega poco di Berlusconi, e anche di Karima, che le sue scelte da giovanissima le ha fatte.

13 anni  mi sembrano eccessivi anche per la giustizia italiana

Quel che però mi viene da dire è che sua figlia, che a Genova frequenta una scuola pubblica, e suo marito, che lavora come tutti gli altri mariti del mondo, non si meritano che dopo 13 anni lei sia ancora alla sbarra per un processo che dovrebbe essere finito anni e anni fa. Ognuno fa i propri sbagli, ma 13 anni per capire se uno ha fatto sesso o no con un altro (Berlusconi, nel caso), mi sembrano eccessivi anche per la giustizia italiana.

A meno che il punto non sia che certi processi devono essere lunghi, lunghissimi. Così ogni volta regalano una notiziola, un colpo in più all’immagine del politico di turno, sulla pelle di quella bambina e di quel marito che con le mattane giovanili della madre c’entrano poco.

Kevin Spacey, attore molto celebre, è ormai l’ombra di se stesso

Altra storia, negli Stati Uniti. Kevin Spacey, attore molto celebre, è ormai l’ombra di se stesso.

Non fa più film, dopo che è stato travolto dal Metoo, quell’ondata di scandali sessuali nel cinema che ha fatto tanto rumore e molte meno condanne. Ecco, è dovuto comparire in tribunale perché un tale Anthony Rapp lo accusa di averlo molestato nel 1986, ovvero 36 anni fa. Rapp chiede 40 milioni di dollari. Con la vicenda di Berlusconi sembra una storia completamente diversa. Ma invece no. Perché c’è di mezzo il sesso, che tanto attira l’attenzione della gente.

C’è di mezzo in entrambi i casi la giustizia, ovvero la punizione. E c’è di mezzo il tempo, incredibilmente lungo per entrambe le situazioni, e che rende la giustizia dei tribunali sempre e comunque ingiusta.