Schumer agli Oscar, Bazzano: “Liposuzione, non solo un fatto estetico: ecco la mia tecnica”

Amy Schumer, dopo una liposuzione con cui ha perso 77 chili, presenta gli Oscar. Bazzano, inventore della biopolispectre: "Non solo estetica"

Guarita dall’endometriosi e tornata in forma anche grazie a una liposuzione che le ha fatto perdere 77 chili, l’attrice Amy Schumer presenterà la Notte degli Oscar 2022. Per parlare di questo particolare tipo di intervento, spesso discusso e contestato, ci siamo rivolti a uno specialista del settore: Dario Bazzano, medico chirurgo estetico con 17 anni e oltre 4mila interventi alle spalle, noto per aver inventato e brevettato l’innovativa tecnica chiamata biolipospectre.

Ci parli della biolipospectre: che tipo di intervento è e come funziona?

È una tecnica di liposcultura evoluta, da me brevettata, in grado di offrire tre vantaggi essenziali rispetto a tutte le altre tecniche presenti sul mercato: permette di contrarre maggiormente la pelle, riduce o elimina il sanguinamento – permettendo quindi di asportare una percentuale maggiore di adipe – e offre un tempo di recupero post-operatorio del paziente assai più rapido.

Si basa sull’utilizzo di tecnologie note, come ad esempio quella del VASER, basata sull’uso di ultrasuoni particolari che sciolgono il grasso e causano una prima contrazione della pelle; successivamente, il grasso in eccesso viene asportato ed eliminato attraverso l’uso di un manipolo dedicato, in modo efficiente e meno traumatico rispetto alle tecniche tradizionali.

Infine, si utilizza un macchinario in grado di generare una luce al plasma, che causa una contrazione dei tessuti notevole, qualcosa di mai visto prima, riducendo il sanguinamento e mantenendo la pelle tonica nonostante gli svuotamenti, anche i più consistenti.

È un intervento di circa due ore, con il paziente che viene tenuto in osservazione per circa un’ora e mezza e che dovrà poi mantenere una guaina per circa un mese.

È poco doloroso e invasivo: basti pensare che se un paziente fa l’intervento di venerdì, lunedì o al massimo martedì può già tornare al lavorare.

In quali casi, secondo lei, è consigliabile la liposuzione?

Una liposuzione, se opportunamente eseguita, può migliorare la fiducia in se stessi e migliorare la vita dei pazienti. Non ha quindi solo una valenza estetica ma anche psicologica, oltre agli effetti positivi che è in grado di determinare sulla circolazione o sul sistema linfatico grazie alla diminuzione della massa grassa.

Certo, un medico deve anche capire quando l’intervento è utile o necessario, e quando invece ha a che fare con una (o un) paziente vittima di un’alterata percezione di se stesso: in quel caso, la serietà professionale impone di rifiutare l’intervento.

Cosa ne pensa della criolipolisi, tecnica di cui oggi si parla molto?

È una metodologia che non permette di scolpire il corpo e che non può essere applicata ovunque: in certe zone addirittura rischia di creare inestetismi.

Non può essere considerata un’alternativa alla liposuzione tradizionale o a tecniche evolute come la biolipospectre.

Chi si rivolge al chirurgo estetico?

In maggioranza donne, ma c’è anche un 25% di uomini, di tutte le tipologie e classi sociali.

Come si fa a scegliere il chirurgo estetico a cui rivolgersi?

Più che alle pubblicazioni, il mio consiglio è di guardare sempre ai risultati ottenuti: controllare sempre le foto degli interventi eseguiti in precedenza, ma attenzione alle foto ritoccate.

Sono meglio delle foto “grezze”, in grado però di mostrare la realtà dei fatti, rispetto a foto gradevoli da guardare ma decisamente artefatte. E poi è importante l’empatia: il rapporto col paziente deve sempre essere basato sulla fiducia.

Quali sono gli interventi al momento più richiesti?

Quello più richiesto in assoluto è la mastoplastica additiva, quindi il rifacimento del seno attraverso una protesi; secondariamente, la liposcultura, o il lipo-filling, l’addominoplastica, tutto ciò che riguarda la correzione delle forme del corpo.