La bravura di Valditara

Il ministro Valditara vara una legge per indebolire il sessismo nella nostra società. E in mancanza di argomenti, attaccano uno dei suoi consulenti. Ma gli italiani certe cose le capiscono benissimo...

Bravo Valditara. Poco da dire. Mi fa impazzire che mentre un ministro dell’Istruzione ha il merito – e anche un po’ la fortuna – di aver varato una legge per provare a indebolire il sessismo nella nostra società, e di presentarla proprio nel pieno dell’onda mediatica per l’omicidio di Giulia, dalla parte opposta si provi a screditarlo usando uno dei suoi consulenti, Alessandro Amadori. E che questo screditamento, come spesso accade, avvenga senza che nessuno abbia letto il libro – peraltro autopubblicato – da parte di Amadori, che ha spiegato e riportato pubblicamente passaggi nei quali non si ravvisa (almeno in quelli) nessun tipo di patriarcato o maschilismo.

Gli italiani capiscono benissimo quando i politici li prendono per stupidi

Gli italiani non votano e si stufano della politica per un motivo molto semplice. Perché vengono presi per stupidi. Certo, una percentuale di stupidi c’è eccome, una percentuale neppure insignificante – e stratificata in ogni ordine e grado della nostra società. Ma la maggior parte degli italiani capisce benissimo che se un ministro fa una cosa giusta chi gli si oppone sta solo facendo una manfrina, che l’opposizione (quando è di destra e quando è di sinistra) fa delle contromanovre che costano sempre dieci volte tanto rispetto alle manovre (piace vincere facile), e la maggior parte degli italiani sa parimenti benissimo che è tutto un gioco tra le parti. Che però ha stufato, come hanno stufato i talk show, come ha stufato l’allarme fascismo (a proposito: mi pare che siamo ancora liberi tutti di fare quel che ci pare, ed è passato un anno di governo), come hanno stufato le promesse di chi sta all’opposizione e poi al governo – ops – si accorge che certe cose non le può fare. Ipocrisia.

Ecco, gli italiani si sono stufati dell’ipocrisia e stanno adottando tutti quanti, tutti!, quel cinismo tutto romano raccontato da Roberto D’Agostino, quel disincanto di fronte a un panta rei, al tutto che scorre e che non lascia traccia praticamente mai. E allora, perché appassionarsi e prendervi parte col voto?