Roadshow “Salute, un bene del territorio”. Moratti: “Orgogliosi del quinto Irccs pubblico della Lombardia”

Il San Gerardo di Monza, che sarà dedicato prevalentemente alla ricerca e cura nell'ambito della pediatria, con un modello molto innovativo

Negli scorsi giorni, la Conferenza Stato Regioni ha dato l’ok alla trasformazione in Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (Irccs)  dell’Ospedale San Gerardo di Monza, della Fondazione Mamma Bambino Monza Brianza (FMBBM) e della Fondazione Tettamanti, che costituiranno un unico Ente – la Fondazione San Gerardo dei Tintori di Monza – raggruppando le proprie eccellenze cliniche e di ricerca.

Moratti: “Siamo orgogliosi che, dopo 40 ann, si sia approvato il quinto Ircss pubblico della Lombardia”

Un altro risultato di spicco per la sanità lombarda, come commenta – in occasione della sesta tappa del roadshow “Salute, un bene del territorio”, organizzato da Federfarma con il sostegno organizzativo di Inrete – la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti: “Siamo orgogliosi che, dopo 40 anni, si sia approvato il quinto Ircss pubblico della Lombardia, il San Gerardo di Monza, che sarà dedicato prevalentemente alla ricerca e cura nell’ambito della pediatria, con un modello molto innovativo perché prevede percorsi multidisciplinari e prevede la possibilità della continuità assistenziale dal bambino all’adulto.

Il San Gerardo di Monza è già un’eccellenza ed è una delle reti europee in questo ambit. E quindi siamo orgogliosi, felici di questo riconoscimento”.

Moratti: “Regione Lombardia è la prima regione che mette a terra i fondi del Pnrr”

Nel frattempo, la riforma della sanità lombarda continua a muovere i suoi passi: “ Regione Lombardia è la prima regione che mette a terra i fondi del Pnrr. Ma non solo. Perchè, oltre al miliardo e dal governo attraverso il Pnrr, aggiunge anche 800 milioni da parte della Regione.

Una riforma che ha anche dei tempi certi: 40 delle case di comunità e ospedali di comunità finanziati dal Pnrr saranno attivate quest’anno, il 30% l’anno prossimo e la restante parte entro l’anno successivo. Riteniamo con questa riforma di andare incontro al cittadino offrendo una sanità più diffusa capillarmente e con un’integrazione anche con la parte sociale e quindi con la possibilità, nelle case di comunità, non solo medici, infermieri e specialisti, ma anche un supporto psicologico Una sanità che cura la persona prima ancora che la malattia”.