Maroni va diretto: “Salvini? Serve un nuovo leader per la Lega”

L'intervento di Maroni dal Foglio: "Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi"

Perchè potrebbe interessarti? La Lega è stato il partito che più ha subito il colpo dell’ultima tornata elettorale. La sua rappresentanza, prima molto forte, si riduce e il ruolo da leader di  Matteo Salvini traballa.

Dopo la batosta alle elezioni, dove il partito è crollato sotto il 10%, all’interno della Lega è il momento delle riflessioni. E dei dubbi sulla leadership di Matteo Salvini, apparso ieri, nella conferenza post-voto, insoddisfatto del risultato.

A parlare, dalle pagine de Il Foglio, è oggi Roberto Maroni, personaggio di spicco del partito, segretario federale della Lega Nord dal 1º luglio 2012 al 15 dicembre 2013 .

L’intervento: “Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi”

Intervenuto nella rubrica “Barbari Foglianti” del quotidiano diretto da Cerasa, Bobo Maroni è chiaro e diretto: “Un dato è certo: la distanza tra le due coalizioni è abissale, mai sotto i 15 punti.

E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi. Stay tuned”. Si conclude così un’analisi del voto lucida e limpida: “La Meloni ce la farà di sicuro. A un passo anche dalla maggioranza dei 3/5 dei senatori e dei deputati, quorum sufficiente per fare da soli nomine importanti (Csm, Corte costituzionale). Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi.

Il risultato sotto le aspettative della lista centrista di Renzi e Calenda non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento”.

Zaia: “Momento delicato per la Lega”

Maroni non è il primo a esporsi contro Matteo Salvìni. Ieri, il governatore del Veneto, Luca Zaia aveva parlato di una “un momento delicato per la Lega, da affrontare con serietà perché è fondamentale capire fino in fondo quali aspetti hanno portato l’elettore a scegliere diversamente”.

Di certo, però, quella di Maroni è, tra i responsabili del partito, la richiesta più esplicita di un addio di Salvini.