Le mascherine da cui i bimbi non si possono difendere

I bambini non si possono difendere, e soprattutto non si ribellano. Lo potessero fare, probabilmente sarebbe un mondo migliore

I bambini non si possono difendere, e soprattutto non si ribellano. Lo potessero fare, probabilmente sarebbe un mondo migliore.

La mascherina è il primo presidio anti Covid

Ora, io lo dico chiaramente: che la mascherina sia il primo presidio per combattere il Covid è una cosa chiara. L’hanno capito tutti e chi non l’ha capito è un deficiente, quindi ignoriamolo. Detto questo, lo Stato italiano, il suo governo, ha deciso che dal primo maggio le mascherine anche al chiuso, nelle aziende private, nei ristoranti e in tutti gli altri posti, non sono più obbligatorie.

E’ finito il Green Pass ed è finito lo stato di emergenza.

La politica bada solo a chi vota

Eppure, quando i bambini vanno a scuola, continuano a portare la mascherina. Gli unici che portano la mascherina insieme a quelli che lavorano negli ospedali e nelle Rsa. Perché? Sfugge la logica. La realtà è questa: papà e mamma in ufficio stanno senza mascherina. Vanno alla macchinetta del caffè, se lo bevono con i colleghi, poi vanno a pranzo, senza mascherina.

Poi tornano a casa, vanno a prendere i bambini che sono stati 5 ore con la mascherina, li baciano, li portano a casa, giocano e cenano con loro. La mattina dopo si risvegliano tutti: papà mette la cravatta, la mamma un po’ di trucco, e i bimbi la mascherina. C’è una logica in tutto questo? Certo che sì. La politica bada solo a chi vota. E i bimbi non votano.

Sennò sarebbero guai per questa mandria di cialtroni.