Il vecchio M5S che dice no a tutto, dallo Stadio alle Olimpiadi

Finalmente è tornato il caro vecchio Movimento 5 Stelle. Beh, finalmente. E pure caro e vecchio mi paiono aggettivi eccessivi.

Finalmente è tornato il caro vecchio Movimento 5 Stelle. Beh, finalmente. E pure caro e vecchio mi paiono aggettivi eccessivi. Diciamo che è tornato il Movimento 5 Stelle. Quello che dice di no a tutto. No ad Expo, no alle tangenziali, no alle autostrade, no alle grandi opere, no alle piccole opere, no ai grandi eventi, no ai piccoli eventi. E fa niente che pure avevano chiesto scusa per aver perso le Olimpiadi di Roma 2024, ché se ne sono pentiti, un battito di ciglia e non di più, perché adesso il sacro Blog di Beppe Grillo suona la carica, con una sconosciuta senatrice che afferma – sicura sicura – che le Olimpiadi invernali del 2026 saranno “una colata di cemento”.

Per Conte anche il nuovo Stadio Meazza è “colata di cemento”

Esattamente questo: una colata di cemento. Esattamente come il nuovo Stadio Meazza, che – per l’ex premier Giuseppe Conte, sì proprio quello idolatrato durante la pandemia ma che da queste parti non ha mai avuto simpatia – si tratta di un’opera che è anch’essa una colata di cemento. E fa niente che manco si sappia se ci sarà, questa colata di cemento, e soprattutto dove.

E fa niente pure se l’attuale stadio anche è una colata di cemento, giacché non abbiamo ancora visto una struttura sportiva fatta di marzapane.

“Fare niente” è il motto distintivo del M5S,

E fa niente, ancora una volta ripetiamo questo mantra “fa niente”, che poi vuol dire “fare niente” che è il motto distintivo del M5S, che San Siro non sia un quartiere che proprio proprio è una riserva naturalistica, ma più che altro un luogo da risistemare e rendere più vivibile.

Insomma, Giuseppe Conte dice scemate. Ci siamo abituati. Mettiamoci dentro anche un po’ di presunzione di colpevolezza (chissà quanti ci mangeranno su, signora mia), e abbiamo la filosofia in purezza del caro vecchio Movimento 5 Stelle.

Oh, arrivano tutti a Milano quando c’è da candidarsi e prendere voti

Che poi c’è una cosa che mi rende assai perplesso. Conte viene qui e dice che la sua candidatura su Milano (uno dei millemila luoghi in cui è candidato, beninteso) è un atto di attenzione.

Matteo Renzi viene qui e vuol spiegare il motivo perché si candida su Milano. Pure Enrico Letta arriva per parlare alla Festa dell’Unità a Milano (peraltro c’erano meno persone che a sentire Renzi, l’altra sera), da candidato capolista in Lombardia. Oh, arrivano tutti a Milano quando c’è da candidarsi e prendere voti. Non mi ricordo tutto questo affollamento mentre chiedevamo supporto per l’Ema, e neppure adesso che c’è il problema delle aziende di trasporto che tra energia rincarata e tutto avrebbero proprio bisogno di un aiutino statale…

EDIT

Pare che Giuseppe Conte abbia ritrattato in parte la sua posizione. Riportiamo integralmente: “Non siamo pregiudizialmente contrari a un progetto di rigenerazione del vecchio Stadio di Milano ma non consentiamo che attraverso un progetto di rinnovamento di uno Stadio ci possano essere interessi completamente diversi di speculazione edilizia. Noi siamo grandi e convinti sostenitori delle opere di rigenerazione urbana. Abbiamo un patrimonio immobiliare vetusto, di uffici pubblici e privati, per questo abbiamo promosso il Superbonus 110% che ha portato tantissimi benefici a tutto il sistema economico e 630mila posti di lavoro”.