Il primo atto di Giorgia Meloni: tacere e non vantarsi

Sapete da che cosa capisco che Giorgia Meloni è donna? Dal fatto che non ha detto una parola dopo la notte della vittoria

Sapete da che cosa capisco che Giorgia Meloni è donna? Dal fatto che non ha detto una parola dopo la notte in cui ha vinto le elezioni. Un uomo sarebbe già andato in giro a vantarsi, a dichiarare. Invece lei sta in silenzio”. Considerazione non mia ma di uno degli esponenti Pd più illuminati che conosco. Maschio. Che riconosce alla prima donna premier in pectore della Storia d’Italia un modus operandi che a molti è sfuggito.

Giorgia Meloni ha dichiarato il meno possibile

Come unico atto pubblico ha diffidato i giornali dal prendersela con la sua bambina, sommergendola con inopportune attenzioni, come sempre avviene in questi casi in cui la pressione mediatica è allucinante. Chi dichiara sono alcuni colonnelli vicinissimi a Giorgia Meloni. Ma lei niente. Non fa altro che lasciare che i giornali si dibattano nelle loro supposizioni. E i giornali fanno del loro peggio: continuano ad attribuire addirittura virgolettati a lei o a Salvini, per raccontare di una spaccatura che sicuramente c’è, non fosse altro che non ho mai visto forze di maggioranza non litigare sulla lista dei ministri.

E’ una spaccatura e una tensione fisiologica, che poi rientra oppure esplode. Ma il punto non è questo. E’ un punto di stile. Il primo vero punto di stile di Giorgia Meloni in quanto donna. Come diceva il mio amico del Partito Democratico, che le riconosceva il merito con onestà intellettuale, invece di vantarsi sta zitta.

Ma perché i giornali insistono con liste e liste di possibili ministri?

Un’ultima notazione ai naviganti.

Ma perché i giornali insistono con liste e liste di possibili ministri? Per varie ragioni. Una è quella che provano ad accreditarsi con questo e quello, per poi andare dal nominato una volta finito il circo e dire: “Vedi, io l’avevo scritto per primo”. E un po’ perché sono gli stessi partiti che buttano in pasto alla stampa i nomi per vedere l’effetto che fanno. Una roba del tipo: “Diciamo che vogliamo fare ministro Fabio Massa, e vediamo che cosa succede”.

Se la reazione è veemente contro prendono nota, se dicono “bene bravi bis” è un’altra, se non dicono niente è neutra. E infine è un gioco di chi vorrebbe essere nominato che lancia il nome dell’avversario nell’arena sperando che qualcuno lo bocci. In tutto questo, tanto per capirci, il lettore e il cittadino non contano nulla. E infatti, sia il lettore che il cittadino, se ne fregano altamente e fanno pure tanto bene.