Il diritto di Conte al Grand Hotel

Sempre le solite storie. Anche il 2023 ci riserva la stessa ipocrisia, le stesse parole, le stesse idiozie di sempre

Sempre le solite storie. Anche il 2023 ci riserva la stessa ipocrisia, le stesse parole, le stesse idiozie di sempre. Quelle frasi trite e ritrite, auguri anche a te e famiglia, non ci sono più le mezze stagioni, tutti i politici rubano, è colpa di Giorgia se è aumentata la benzina, è sempre colpa del Pd, allarme fascismo eccetera. E come si vede, ogni parte politica ha la sua parte di responsabilità. E’ tornato pure Report, che vuole far luce su quanto avvenuto in Veneto tra Zaia, che è della Lega, e Crisanti, che è del Pd. Andando a prendere, ma guarda che caso, delle intercettazioni di gente manco indagata, e dicendo che il presidente di Regione Veneto voleva far fuori il suo consulente durante l’epoca Covid.

Roba peraltro già nota, ma è solo l’inizio

Roba peraltro già nota, ma è solo l’inizio. Tra una settimana comincia la campagna elettorale in Lombardia e Lazio, e vanno sparate le cartucce. Ma questi sono veleni, è la politica. Poi c’è l’idiozia. Fanno una foto a Giuseppe Conte al Grand Hotel di Cortina, cinque stelle e tanto lusso. E giù tutti ad indignarsi: ma come! Tu che fai le battaglie per il reddito di cittadinanza – che per me è una bestialità pura – poi ti prendi lo champagnino sulla terrazza del Grand Hotel. Ma come! Tu che qui e tu che là. Perché la sinistra deve essere dura e pura, e di poveracci che lottano per gli operai. Peccato che non sia così da ormai cinquant’anni. Di operai in politica ce ne è uno solo, Tino Magni, e conta pure assai poco. Tutta questa ipocrisia contro Conte, quando in Europa un sindacalista che a Milano furoreggiava con la sinistra l’hanno beccato con i sacchi di banconote come un Poggiolini qualsiasi. Ma di che stiamo parlando? Fate fare le vacanze a Conte come gli pare, purché siano soldi suoi, guadagnati facendo l’avvocato, ché avrà pure il diritto di spenderseli come vuole, no?