I primi passi falsi di Meloni. Ma diamole tempo

Bisogna dare tempo al tempo. Ma per adesso, diciamocelo, le prime uscite del governo di Giorgia Meloni non sono state brillantissime.

Bisogna dare tempo al tempo. Ma per adesso, diciamocelo, le prime uscite non sono state brillantissime. O meglio: è un tema di priorità. In Italia la politica non capisce mai che non solo le scelte che si prendono, ma anche quando, comportano conseguenze. E i grandi della politica del passato parlavano dell’attività politica come una “questione di ritmo”. Che poi è proprio questo: scegliere che cosa fare e quando farla. Ho spesso criticato il Partito Democratico perché in mezzo alle peggiori crisi finiva a parlare di idiozie enormi, robette identitarie del tipo che bisogna usare la schwa e l’inginocchiarsi per casi di razzismo che appartengono a culture, come quella statunitense, che di certo non sono le nostre. 

Alla stessa maniera mi irrita il modo in cui sta procedendo questo governo

Ora, lo voglio dire chiaro, alla stessa maniera mi irrita il modo in cui sta procedendo questo governo. Che manifesta tutta la propria inesperienza. Migliorerà, sicuramente. Però non posso che registrare che forse come prima decisione in assoluto l’innalzamento del contante sia stata diciamo discutibile: ammesso e non concesso che comprare fino a 10mila euro cash sia giusto (e per me non lo è), ma chi ce li ha 10mila euro cash? E’ una misura per il popolo? Per i più deboli? Mah.

E poi: era proprio utile reintegrare i medici no-vax in corsia?

Comunque sarebbero rientrati a dicembre, però il fatto che il governo li abbia richiamati sembra tanto uno strizzare l’occhio. I rave? Giusta la norma che li vieta, stante il fatto che io contro dei ragazzi che si mettono a ballare – se non fanno altro – non ho proprio nulla. Ma è normale che dopo due giorni propongono modifiche a quella norma? Ora, sono tutti segnali di inesperienza, e la parola giusta da dire è che bisogna lasciare il tempo di ambientarsi e poi iniziare a correre.

Solo questo bisogna fare. Però da giornalisti dobbiamo dirlo, che per adesso la prima e pure la seconda e pure la terza non sono buonissime, ma rivedibili.