I presunti esperti sono la nostra disgrazia

Siamo stati educati, noi nati negli anni '80 e precedenti, a rispettare gli esperti. Una volta rispettavamo la competenza e il merito, e oggi non più

Siamo stati educati, noi nati negli anni ’80 e precedenti, a rispettare gli esperti. Rispetta l’esperto, sia esso un insegnante (quando mai la contestazione? L’insegnante ha sempre ragione, dicevano i nostri genitori), sia esso un professore universitario, sia esso – a maggior ragione – un medico, dal medico di base allo specialista. Rispetta l’economista, perché ha studiato più di te e capisce più di te. Poi sono arrivati i social, e tutti hanno iniziato a dire la loro, ed è diventata la melassa.

Questa però è parte della verità. Solo la prima metà, che prende in analisi le nostre colpe: una volta rispettavamo la competenza e il merito, e oggi non più, per colpa del fatto che abbiamo un luogo – i social e il mondo virtuale – dove uno vale davvero uno.

La seconda metà riguarda le colpe degli esperti,

La seconda metà riguarda le colpe degli esperti, che negli ultimi anni tanto esperti non si sono dimostrati.

Anzi. Il mito del politico era già caduto nei decenni precedenti: se nessuno avrebbe mai messo in dubbio l’essenza di statista di De Gasperi, ormai da decenni la politica viene derisa anche oltre i suoi demeriti. Poi il Covid ha spazzato via il mito degli esperti medici. Per tre anni ognuno ha detto la sua come se fosse un grande mercato, creando una confusione incredibile. Oggi ci accorgiamo di meno perché per noi il Covid è un’emergenza meno pressante.

Ma anche sulle quarte dosi ai 60enni non si capisce più niente. Pure super esperti come Burioni si sono messi a discettare della qualunque: l’altro giorno il celebre professore ha perculato una disabile perché vota Lega. Ovvero, ha fatto politica.

Cosa che per mesi e mesi ha fatto Massimo Galli in televisione, e Zangrillo e tanti altri

Cosa che per mesi e mesi ha fatto Massimo Galli in televisione, e Zangrillo e tanti altri.

In questi mesi, e sempre di più, stiamo assistendo alla caduta degli economisti. Quelli che sanno sempre tutto, che studiano i numeri e le tendenze del mondo, e che adesso – grazie alle loro strategie – ci hanno buttato nella più grande bolla di inflazione da decenni. Intanto paghiamo noi, letteralmente, i loro errori. Sono esperti, e sbagliano. Ci raccontano le cose come fossero verità assolute, e invece sbagliano. Poi ci sono gli esperti militari.

Quelli per i quali Putin stava perdendo la guerra e le sanzioni l’avrebbero messo in ginocchio in un amen. Invece, nel giro di qualche mese, la bilancia commerciale russa segna un +70 per cento – grazie al ricatto del gas – tutta finanziata da noi. Il rublo è ai massimi storici da sempre. E le nostre riserve di gas sono al 60 per cento circa. Putin sa perfettamente dove colpire: ferma i rifornimenti alla Germania, che per la prima volta nella sua storia recente è in negativo come bilancia commerciale.

Insomma, la locomotiva d’Europa si sta fermando

L’export dei tedeschi, che sono il motore economico d’Europa, è infatti al suo meglio di sempre, ma l’import di energia è talmente esploso a livello di costi, che li manda in negativo. Insomma, la locomotiva d’Europa si sta fermando. E gli esperti militari, che ci dicevano che avremmo sconfitto Putin in poche settimane? Spariti? Poi, come si diceva, c’è la politica.

E su questo, gli espertoni danno sempre del loro meglio: in Italia si veleggia verso le elezioni, e stiamo dietro ai mal di pancia di Conte e Di Maio e tutti gli altri; in Francia Macron ha vinto ma non troppo, visto che in parlamento la Le Pen rende tutto più instabile; in Gran Bretagna hanno mandato via il primo ministro; in Germania rimpiangono la Merkel. Negli Stati Uniti non parliamo di Biden, che non mostra propriamente la sicurezza del capo della più grande superpotenza. Insomma, dove sono finiti gli esperti? Anche loro sono come noi a cazzeggiare su Facebook e su Instagram?