La scoppola del referendum sta avendo ripercussioni pesanti nella Capitale, sul fronte del centrodestra. L’ultima indiscrezione parla di un voto, nel 2027, che non sarà sicuramente accorpato con le amministrative. Anzi. Se fino a qualche tempo fa si era sempre parlato di un voto a ottobre 2027, ora c’è chi ipotizza (e le quotazioni di questa soluzione sono in crescita) che sarà a marzo 2027. Dunque, riassumendo: marzo 2027 politiche, giugno 2027 comunali di Milano, giugno 2028 regionali lombarde. Questo pare il calendario, ma è suscettibile di cambiamenti. Se così fosse, la conseguenza è che i partiti di centrodestra faranno la loro campagna per il parlamento, ma non vorranno toccare palla su Milano, su Roma e su Napoli. Dove – prevedibilmente – il centrosinistra prevarrà senza grossi problemi. Questo, secondo gli analisti politici, produrrà due conseguenze.
Sul fronte del centrodestra: individuazione di un candidato civico (Antonio Civita di PaninoGiusto scommette su questo, e forse fa pure bene), e nessun coinvolgimento partitico: niente leader in piazza, niente messaggi “politici”, ma solo temi cittadini.
Sul fronte del centrosinistra: consapevolezza che chiunque può vincere. Non solo un moderato ma anche, come scrivevamo settimana scorsa, una proposta più di sinistra come quella di Pierfrancesco Majorino.
A questo punto l’interrogativo è: Mario Calabresi è ancora della partita? Rimane in campo? Quando inizierà a gettarsi davvero nell’arena?