Home Primo Piano Garlasco, per i pm Sempio uccise Chiara Poggi dopo un rifiuto sessuale. Interrogatorio il 6 maggio

Garlasco, per i pm Sempio uccise Chiara Poggi dopo un rifiuto sessuale. Interrogatorio il 6 maggio

Garlasco, per i pm Sempio uccise Chiara Poggi dopo un rifiuto sessuale. Interrogatorio il 6 maggio

La Procura di Pavia accelera sul caso Garlasco e fissa al 6 maggio l’interrogatorio di Andrea Sempio, indicato come unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nell’invito a comparire notificato all’indagato emerge una nuova ricostruzione del movente: secondo i pm, il delitto sarebbe scaturito dal rifiuto di un approccio sessuale, che avrebbe generato “motivi abietti” e un sentimento di odio nei confronti della vittima.

La dinamica dell’omicidio secondo la Procura: almeno 12 colpi

Gli inquirenti delineano una sequenza dettagliata dell’aggressione. Dopo una lite e una colluttazione, Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi con un oggetto contundente almeno dodici volte, concentrando i colpi su volto e testa. La giovane, inizialmente in piedi, sarebbe caduta a terra e poi trascinata verso la porta della cantina. Qui avrebbe tentato di reagire, mettendosi carponi, ma sarebbe stata nuovamente colpita fino a perdere i sensi. Il corpo sarebbe quindi stato spinto lungo le scale, dove l’aggressione sarebbe proseguita con ulteriori colpi alla nuca, ritenuti fatali per le lesioni cranio-encefaliche.

Le aggravanti e la nuova imputazione: confermata l’ipotesi di autore unico

La Procura contesta a Sempio le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. La prima è legata all’efferatezza dell’azione, mentre la seconda deriva dalla sproporzione tra il presunto movente – il rifiuto delle avances – e la violenza esercitata. Cade definitivamente l’ipotesi del concorso con altri soggetti: per gli inquirenti nella villetta di via Pascoli agì una sola persona.

Nel fascicolo restano centrali anche gli elementi tecnici già emersi: la compatibilità della linea paterna di Sempio con la traccia genetica trovata sotto le unghie della vittima, la cosiddetta “impronta 33” e lo scontrino del parcheggio di Vigevano ritenuto non idoneo a costituire un alibi.

La difesa: “Non la frequentava, movente non credibile”

Sconcerto da parte dell’indagato. Secondo quanto riferito dalla sua legale Angela Taccia, Sempio “non riesce a capacitarsi” del movente sessuale: “Ma se non aveva rapporti con questa ragazza, non si capisce da dove deducano un movente del genere”. I legali, insieme all’avvocato Liborio Cataliotti, valutano se presentarsi all’interrogatorio o avvalersi della facoltà di non rispondere, decisione che potrebbe essere presa anche all’ultimo momento.

La difesa contesta inoltre l’introduzione dell’aggravante della crudeltà: “Non si capisce come mai, dopo 19 anni, venga aggiunta quando le ferite sono sempre le stesse”.

Si evidenziano incongruenze sulla ricostruzione dei pm

Perplessità emergono anche dal consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli, che evidenzia incongruenze nella dinamica descritta dalla Procura. In particolare, sottolinea l’assenza di tracce di trascinamento sui gradini della cantina e la limitata presenza di sangue lungo le scale, elementi che a suo giudizio non supporterebbero pienamente la ricostruzione dell’aggressione. “Diversi dubbi, ma è necessario esaminare tutto il materiale investigativo”, ha precisato.

L’interrogatorio del 6 maggio e le prossime tappe dell’inchiesta

L’interrogatorio del 6 maggio rappresenta un passaggio chiave per il proseguimento delle indagini preliminari. Successivamente è atteso il deposito degli atti, che consentirà alle parti di accedere integralmente al quadro probatorio. Parallelamente resta aperto il capitolo sulla possibile revisione della condanna di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, su cui la Procura generale di Milano dovrà esprimersi dopo aver esaminato la documentazione.

Nel frattempo, la Procura di Pavia rafforza la propria tesi: un solo autore, un movente personale e una dinamica violenta che, a distanza di quasi vent’anni, continua a dividere investigatori, difese e consulenti.