La tregua di dieci giorni tra Israele e Libano è scattata ieri alle 23 italiane, dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump. L’intesa, se rispettata, punta a mettere in pausa la guerra con Hezbollah e potrebbe rimuovere un ostacolo ai negoziati più ampi con l’Iran. I negoziati appaiono complessi: Israele ha discusso il cessate il fuoco solo con il governo libanese, che non controlla Hezbollah, considerato più potente delle stesse forze armate nazionali. Il movimento sciita rifiuta colloqui diretti con Israele; un precedente esiste, con il cessate il fuoco del novembre 2024 mediato indirettamente tramite gli Stati Uniti.
Le parole di Trump: “Bisogna finalmente avere la pace!”
«I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio», ha scritto. «È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima». E ancora: «Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo di tempo». In altri messaggi: «Potrebbe essere stata una giornata storica per il Libano»; «Niente più uccisioni. Bisogna finalmente avere la PACE!». «Accolgo con favore l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Libano e lodo il ruolo degli Stati Uniti nel facilitarlo. Spero che ciò apra la strada a negoziati per una soluzione a lungo termine del conflitto e contribuisca agli sforzi in corso per una pace duratura e globale nella regione». Così il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che aggiunge: «Esorto tutti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e a conformarsi in ogni momento al diritto internazionale». Il premier Benjamin Netanyahu dice di avere accettato il cessate il fuoco con Hezbollah per arrivare a uno «storico accordo di pace» con il Libano.
L’Italia, Meloni: “E’ un’eccellente notizia”
«L’annuncio di un cessate il fuoco tra Libano e Israele è un’eccellente notizia e mi congratulo con i Governi libanese e israeliano per aver raggiunto questo importante risultato grazie alla mediazione degli Stati Uniti». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aggiunge: «È ora fondamentale che il cessate il fuoco sia pienamente rispettato. Hezbollah, che ha la responsabilità di aver dato il via a questo conflitto, deve cessare ogni azione contro Israele e rispettare le decisioni assunte dal Governo libanese. Auspico inoltre che il cessate il fuoco possa creare le condizioni per il successo dei negoziati tra Israele e Libano portando ad una pace piena e duratura». «In questo quadro – conclude – l’Italia continuerà a fare la sua parte contribuendo al mantenimento della pace lungo la Linea Blu attraverso il suo contingente militare in Unifil, missione Onu di cui detiene il comando, e a sostenere la sovranità libanese anche attraverso il rafforzamento delle forze armate libanesi».
Tregua già sotto scacco, le violazioni da parte di Israele
L’esercito libanese ha denunciato violazioni da parte di Israele, con segnalazioni locali di bombardamenti di artiglieria in diversi villaggi. Resta da chiarire se si tratti di una violazione tecnica, perché il Dipartimento di Stato ha indicato che Stati Uniti e Israele si sono mantenuti la facoltà di colpire Hezbollah nell’ambito dell’accordo. Intanto il conflitto a sud del Libano ha coinvolto anche Unifil: nell’esplosione di un ordigno rudimentale sono morti tre caschi blu. Secondo le autorità libanesi, oltre 2.100 persone sono state uccise e più di un milione sono sfollate; Israele riferisce la morte di almeno 13 soldati e di due civili. Non è chiaro se i residenti del sud del Libano potranno rientrare a breve: Israele ha indicato di pianificare l’occupazione di vaste aree anche dopo l’attuale conflitto. La tregua si inserisce in un quadro di tensioni tra Stati Uniti e Iran, con una tregua separata destinata a scadere la prossima settimana e al centro di richieste di estensione al Libano da parte di Teheran. Restano sul tavolo verifiche sul rispetto degli impegni e sulla tenuta dei meccanismi di de-escalation, mentre l’Italia conferma il proprio contributo sul terreno.
