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La differenza tra ciò che è asserito e ciò che è reale

La differenza tra ciò che è asserito e ciò che è reale

E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

Qui bisogna mettersi d’accordo. Punto numero uno: la criminalità organizzata è qualcosa contro cui bisogna mettere in campo tutto. Tutto. Punto numero due: la criminalità organizzata è immorale sempre. Punto numero tre: accostare qualcuno alla criminalità organizzata senza che questo sia stato verificato è altamente insultante. Vale per la premier o il premier, chiunque esso sia. Vale per l’ultimo consigliere o ex consigliere comunale. Così è e così deve essere. E’ per questo che io trovo che sia una barbarie che – come al solito! come al solito! – sia stata diffusa una informativa che riporta le parole di un pentito che tira in ballo tutta una serie di esponenti politici. I quali, si badi bene, magari sono pure dei collusi schifosi che vanno estirpati dalla faccia della terra. Ma dopo che questo è stato accertato, suffragato da prove o quantomeno da indizi concreti. Sennò sono solo millanterie altamente infamanti.

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Che cosa vuol dire che Caio è “asserito” fiancheggiatore di questa o quella cosca o clan? Che qualcuno “asserisce”, cioè che qualcuno lo dice. Chi lo dice? Perché lo dice? Con quale attendibilità? In che contesto? C’è una persona che l’ha vagliata, questa dichiarazione? Un magistrato, un pm, un giudice? Oppure semplicemente in una informativa si riporta la sintesi delle parole di un tizio che dice una certa cosa? Perché di questo stiamo parlando, ad oggi. E questa informativa, che viene data alla stampa (data, consegnata, recapitata: scegliete voi, ma è chiaro che è stato fatto in barba alle leggi vigenti) che cosa produce? L’accostamento di un politico al mondo dei clan. Vero o presunto, magari completamente falso, il punto è che il danno è fatto: sei accostato al mondo della malavita. Fine della storia. Il messaggio che passa è che sei un mafioso. Questo è inaccettabile tanto quanto è inaccettabile che nella vita pubblica italiana operino impunemente criminali matricolati. Entrambe le cose sono da combattere.

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