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USA: Trump licenzia Kristi Noem, segretaria della Sicurezza nazionale

USA: Trump licenzia Kristi Noem, segretaria della Sicurezza nazionale

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il licenziamento della segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem. La comunicazione è avvenuta attraverso un post pubblicato sulla piattaforma Truth, dove Trump ha dichiarato che Noem sarà sostituita dal senatore dell’Oklahoma Markwayne Mullin, un politico noto per le sue posizioni da “falco” sul tema dell’immigrazione e per le origini cherokee, oltre che per una formazione nelle arti marziali.

Cambio della guardia il 31 marzo

Il cambio alla guida del Dipartimento della Sicurezza nazionale sarà effettivo dal prossimo 31 marzo. Trump, pur ringraziando pubblicamente Noem per il suo “grande impegno” e per i “numerosi e spettacolari risultati”, ha contestualmente reso noto l’incarico futuro che attenderà l’ex segretaria: sarà inviata speciale per “The Shield of the Americas”, una nuova iniziativa di sicurezza nell’emisfero occidentale che verrà illustrata sabato durante un evento in Florida.

I motivi della sostituzione di Noem

Noem, 54 anni, era considerata nel gabinetto Trump una figura di rilievo, tanto da aver ottenuto il soprannome di “Barbie dell’Ice” per il ricorso a interventi di chirurgia estetica. Tuttavia, la sua posizione si è indebolita negli scorsi mesi a causa di alcuni eventi di notevole impatto mediatico e politico. Secondo l’opinione pubblica statunitense, Noem sarebbe finita nell’occhio del ciclone dopo gli omicidi di Renee Good e Alex Pretti da parte degli agenti federali a Minneapolis. Nel corso delle audizioni al Congresso sulla vicenda, Noem aveva ribadito la linea secondo cui “i due cittadini americani fossero ‘terroristi interni'”.

Rapporti interni, Trump “Troppo vicina a Lewabndoski”

A suscitare particolare insoddisfazione nel presidente sarebbe stata “la gestione opaca dei fondi del Dipartimento” da parte di Noem, nonché il suo “rapporto ravvicinato con il consulente Corey Lewandoski“, ex stratega della campagna 2016 di Trump. Questi elementi hanno probabilmente pesato sulla decisione finale del presidente, che con questa mossa inaugura un riassetto anche simbolico della propria squadra alla Casa Bianca.

Cosa succederà ora?

Non è stato chiarito, al momento, se la scelta di Mullin comporterà cambiamenti radicali nelle politiche migratorie del Dipartimento. L’annuncio della nuova iniziativa “The Shield of the Americas” sembra però indicare la volontà di rafforzare ulteriormente la linea della sicurezza nazionale nell’area occidentale. Resta da vedere se nuovi equilibri interni modificheranno o meno la strategia adottata finora. Un piccolo errore di valutazione potrebbe incidere notevolmente sugli assetti futuri di questa area.