Home Politics Geopolitics Si rafforza la coesione Meloni-Merz, convocato in Belgio il bilaterale sulla competitività dell’Ue

Si rafforza la coesione Meloni-Merz, convocato in Belgio il bilaterale sulla competitività dell’Ue

Si rafforza la coesione Meloni-Merz, convocato in Belgio il bilaterale sulla competitività dell’Ue

Si terrà giovedì 12 febbraio, nel suggestivo scenario del castello di Alden Biesen in Belgio, il bilaterale sulla competitività dell’Unione Europea che vede protagonisti Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. I due leader sono stati i primi a rispondere all’appello al «pragmatismo» lanciato da Mario Draghi, anticipando così i lavori del ritiro informale che coinvolgerà i Ventisette. L’obiettivo, secondo fonti vicine agli organizzatori, è quello di elaborare una strategia comune per rafforzare la capacità dell’Ue di rispondere alle sfide economiche e geopolitiche del prossimo futuro.

Berlino “tradisce” Parigi e si sfila da FCAS

Al centro del confronto rimangono le questioni legate alla difesa europea e ai grandi programmi industriali congiunti. Negli ultimi giorni è emerso con forza il tema del Future Combat Air System (FCAS), il jet da combattimento di sesta generazione nato dalla collaborazione tra Francia, Germania e Spagna. Una serie di controversie industriali – in particolare fra Dassault e Airbus su leadership, tecnilogia e suddivisione del lavoro – ha fermato il progetto. Secondo fonti raccolte tra Parigi e Berlino, «il progetto FCAS è morto, lo sanno tutti, ma nessuno vuole dirlo».

Fu il presidente Macron, ricorda una delle fonti, a lanciare ufficialmente l’iniziativa insieme all’ex cancelliera Angela Merkel nel 2017. Tuttavia, dopo una lunga serie di rinvii e difficoltà, la prospettiva di vedere l’aereo in volo si è indebolita: «È più probabile che venga annunciato che il progetto è terminato piuttosto che ci sia un suo rilancio».

La crisi del FCAS ha accelerato il riavvicinamento della Germania a progetti alternativi. Sempre secondo le fonti francesi, Berlino starebbe valutando varie opzioni, tra cui la separazione dei componenti già pensati per il FCAS per realizzare caccia nazionali oppure un abbandono completo. In questo scenario, emerge l’interesse tedesco per il Global Combat Air Programme (GCAP), progetto promosso da Italia, Regno Unito e Giappone. Già lo scorso 23 gennaio, durante un vertice italo-tedesco, Merz avrebbe avviato un confronto riservato con la premier Meloni per sondare la possibilità di una futura partecipazione della Germania al GCAP.

La Francia, dal canto suo, non si arrende. Patrick Pailloux, nuovo capo dell’agenzia francese per gli approvvigionamenti militari, ha affermato: «Stiamo facendo tutto il possibile per salvare questo programma. Vedremo come riusciremo a portarlo a termine». Secondo quanto riferito, Macron avrebbe scritto una lettera a Merz per richiedere chiarimenti sul destino del FCAS, segno della delicatezza e della rilevanza strategica della partita in corso.

Il summit per un’Europa più veloce sulla linea italo-tedesca

La collaborazione tra Roma e Berlino non si limita alla difesa: entrambi i paesi spingono per rivedere alcune regole stagnanti dell’Unione. In particolare, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è espressa in vista del summit sulla competitività: «Si può fare a meno dell’unanimità» nelle decisioni più strategiche per l’Ue. Questa posizione riflette la volontà di promuovere una “Europa a più velocità”, capace di adattarsi meglio alle esigenze di mercato e competitività, offrendo maggiore potere agli Stati senza penalizzare la coesione complessiva dell’Unione.

Resta da capire quale linea prevarrà fra i Ventisette. Il bilaterale tra Meloni e Merz rappresenta un segnale forte e pragmatico verso una rinnovata collaborazione, con apertura a soluzioni innovative sia in ambito economico, sia difensivo. Se da un lato la crisi del progetto franco-tedesco testimonia le difficoltà di una autentica autonomia strategica europea, dall’altro le manovre italiane e tedesche in favore di collaborazioni trasversali potrebbero aprire una nuova stagione per l’Unione, anche se non è chiaro quale sarà l’esito concreto delle decisioni attese nei prossimi giorni. Alla vigilia del Consiglio europeo informale, che riunirà tutti i capi di Stato e di governo, la posta in gioco resta alta. La direzione presa da Roma e Berlino potrebbe incidere in modo determinante sul futuro delle alleanze industriali e sulle regole stesse della governance europea.