E’ guerra in casa Atalanta: Percassi jr riuscirà ad aggiustare il giocattolo?

In casa Atalanta non sarà facile rimettere a posto tutti i ruoli all'interno di un ingranaggio che era diventato quasi perfetto

Il giocattolo nerazzurro questa volta rischia di rompersi davvero. Mai una crisi di gioco e di risultati così profonda, soprattutto tra le mura amiche del Gewiss Stadium. Troppo brutti per essere veri come dichiarato dagli stessi protagonisti dopo lo scivolone casalingo contro il Cagliari. Eppure le avvisaglie di certi problemi erano nell’aria da tempo.

Da un paio d’anni, per la precisione, il clima a Zingonia tra il tecnico Gian Piero Gasperini e il diesse Giovanni Sartori è diventato irrespirabile.

Musi lunghi e sguardi al vetriolo che hanno sancito la rottura tra i due grandi artifici del miracolo nerazzurro. Tanto da ignorarsi completamente sia in pubblico che privatamente. Separati in casa senza dirsi addio. Inconciliabili ma vincenti. Incredibile ma vero.

Finora infatti ci aveva sempre messo una pezza il CEO Luca Percassi, abile a mediare tra i due contendenti. Ascoltando le richieste di entrambi e poi mixando le decisioni da prendere per mantenere il giusto equilibrio interno alla squadra.

Ora però Percassi Jr sarà distratto dal ruolo di vicepresidente della Lega di Serie A, proprio quando la guerra Gasp-Sartori è già tornata d’attualità. A gennaio i due hanno fatto scintille sulle mosse di mercato. Per l’ennesima volta. Il diesse aveva venuto Piccoli e Miranchuk al Genoa in prestito oneroso, mentre il tecnico ha dapprima bloccato entrambi liberando poi- obtorto collo – solo la giovane punta negli ultimi giorni di gennaio.

Adesso però la scelta di mercato si è rivelata un boomerang. L’infortunio di Duvan Zapata (out per i prossimi 3 mesi) lascia in emergenza il reparto offensivo atalantino e Piccoli avrebbe potuto fare comodo. Parecchio, verrebbe da dire. Proprio il crack del goleador colombiano è stato il casus belli che ha riacceso gli animi in casa Atalanta. La punta sarebbe dovuta rientrare domenica prossima contro la Juventus e invece è stato gettato nella mischia con una settimana d’anticipo in Atalanta-Cagliari.

Risultato? Ricaduta con interessamento del tendine e stop di almeno 3 mesi. Di fatto stagione finita. Una mazzata pesantissima che rischia di compromettere la stagione della Dea.

Gasp – come con Robin Gosens – avrebbe accelerato i tempi di reinserimento in rosa del giocatore, mentre la società – a detta del tecnico – non si sarebbe mossa in maniera funzionale sul mercato. Un cortocircuito che rischia di rovinare la favola atalantina dopo un quinquennio da urlo.

A fine stagione probabilmente sarà addio tra Sartori e l’Atalanta: eh già, la famiglia Percassi – come in occasione della lite con il Papu Gomez – sceglierà nuovamente il Gasp tra i due litiganti.

Un allenatore che è una vera e propria fabbrica di plusvalenze per le casse nerazzurre. Impossible rinunciare al timoniere di Grugliasco che ha rinnovato fino al 2025. Certo, molti di questi ragazzi emergenti sono stati scovati e portati da Sartori a prezzo di saldo, ma a Bergamo sono convinti di restare ugualmente competitivi con un dirigente inglese al suo posto.

Si tratta di Lee Congerton, che dirà addio al ruolo di capo-scout del Leicester per lavorare per la Dea (in realtà sarebbe già operativo da qualche settimana sotto traccia…) dall’estate. La fine di un’epoca che potrebbe coincidere che il restare fuori dalle prime quattro della classifica dopo l’ultimo triennio. Il giocattolo si è guastato e non sarà facile rimettere a posto tutti i ruoli all’interno di un ingranaggio che era diventato quasi perfetto.