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Champions League 2021-22, borsino sui gironi: chi vince e chi perde tra le squadre italiane?

Champions League al via, cosa aspettarsi dalle squadre italiane? Ecco i risultati minimi per non incorrere in un fallimento

La Champions League che si apre con in copertina, per le italiane, le sfide di Inter e Milan a Real Madrid e Liverpool col profumo di grande storia, è un torneo in cui difficilmente il nostro calcio riuscirà a reggere il passo con il resto d’Europa. Siamo in pieno effetto Covid, nel mezzo di una crisi che sta colpendo tutti ma la Serie A in modo particolare perché aggrava un trentennio di ritardi strutturali e sperperi. E’ vero che c’è chi è stato costretto a dismettere il suo uomo simbolo come il Barcellona, che ha dovuto salutare Messi volato a Parigi, ma il campionato dei campioni d’Europa ha rottamato in un colpo solo le sue stelle più lucenti: Ronaldo, Lukaku, Donnarumma, Hakimi, De Paul solo per fare i nomi più in vista.

Champions League della grande crisi: l’Italia è outsider

Ci presentiamo outsider nella migliore delle ipotesi, insomma. A luglio abbiamo alzato l’Europeo in faccia agli inglesi ma da qui in poi la storia rischia di essere diversa perché il calcio per club non è la stessa cosa del calcio per nazionali. E’ vero che non sempre vince il più forte e nemmeno il più ricco, ma l’albo d’oro degli ultimi 15-20 anni spiega che per arrivare in fondo e gioire bisogna partire stando dentro la Top10 dei fatturati e la Serie A presenta a quel livello la sola Juventus, in mezzo a una crisi di ricambio, e poco distante l’Inter ridimensionata dai tanti addii eccellenti. Come andrà a finire? Ci sbilanciamo in anticipo e come i partiti prima delle elezioni proviamo a dirvi quali sono le linee di tenuta di ciascuna squadra. Come potranno dire di aver vinto la ‘loro’ Champions? O cosa certificherà il fallimento?

Inter

Partiamo dai campioni d’Italia che hanno pescato un girone quasi replay rispetto a quello della scorsa stagione: Real Madrid, Shakhtar Donetsk e Sheriff Tiraspol. Se eliminata nella fase a gruppi, come già tre volte, non sopravviverebbe al giudizio di fallimento. Serve una qualificazione agli ottavi con almeno 11 punti (che significano qualcosa più di 20 milioni tra premi e bonus) dando l’impressione di essere la seconda forza del raggruppamento senza patemi e discussioni.

Così il giudizio sarebbe sufficiente o discreto. Andando oltre, dai quarti di finale in su, si entra nell’ambito della promozione piena: un successo che renderebbe ancora più forti Inzaghi e i dirigenti nel confronto con la proprietà sui piani futuri.

Milan

Torna in Champions dopo una vita e, partendo dall’ultima fascia, ha pescato un gruppo impossibile: Liverpool, Atletico Madrid e Porto. Chiedere la qualificazione agli ottavi per fare la sufficienza sarebbe oggettivamente esagerato. Quindi il fallimento lo mettiamo a un quarto posto, con addio all’Europa in dicembre, facendo 6 o meno punti; significherebbe certificare di essere più lontani del previsto dall’élite che si insegue con un programma di crescita ben strutturato.

Chiudere terzi con passaggio in Europa League, dove si può pensare di fare anche strada, magari mettendo insieme 7-9 punti andrebbe salutato con una pacca sulle spalle, come primo step di una risalita lenta ma graduale. Andare oltre, cioè atterrare nella seconda fase della Champions League, sarebbe un successo clamoroso vista la qualità delle avversarie.

Juventus

Reduce da quarti di finale (2019) e ottavi (2020 e 2021) vissuti giustamente come brucianti delusioni. Gruppo sulla carta disegnato per non avere problemi di qualificazione con Chelsea, Zenit San Pietroburgo e Malmoe. Se il compito viene mancato è un fallimento senza se e senza ma che metterebbe in forte discussione anche la figura di Allegri, di ritorno per aprire un nuovo ciclo. Per arrivare alla sufficienza serve passare almeno ai quarti facendo un buon bottino di punti (circa 12) giocandosela da sfavoriti con il Chelsea per il primato.

E dopo? Sulla carta questa è la Juventus meno forte degli ultimi anni quindi diventa difficile immaginare un percorso lungo. Se dovesse arrivare almeno un quarto di finale sarebbe un successo viste le premesse dell’avvio della prima stagione dell’era post-Ronaldo.

Atalanta

Cosa aspettarsi dalla Dea? Le ultime due campagne sono state più che soddisfacenti avendola portata a un passo dalle semifinali nel 2020 e agli ottavi di finale nel 2021. I bergamaschi hanno il Manchester United di CR7, il Villarreal trionfatore dell’ultima Europa League e lo Young Boys nel gruppo: non troppo facile.

E’ un fallimento se chiudono al di sotto del terzo posto, ma anche uscire male dal confronto per lo slot che porta a febbraio non potrebbe garantire la sufficienza: lo status di grande è stato ormai acquisito sul campo. Passando agli ottavi, tutto quello che dovesse arrivare sarebbe un trionfo.