Vorrei ma non posto, il partito degli influencer tace sulle elezioni

A parte Chiara Ferragni sull'aborto, gli influencer che si espongono politicamente sono pochi. Tace anche Fedez, parlano solo i cantanti

C’è un partito che per le prossime elezioni politiche ha scelto l’astensione. E’ quello degli influencer. Avvezzi a pronunciarsi quasi su tutto, sembra che l’agone politico non rientri tra i loro interessi. Almeno a giudicare dalle inesistenti prese di posizione a favore di uno degli schieramenti in campo. Ha fatto eccezione Chiara Ferragni (27,7 milioni di follower su Instagram) che ha attaccato Giorgia Meloni e il suo partito per le  posizioni di Fratelli d’Italia sull’aborto.

In una story sul social l’influencer ha detto che “Fratelli d’Italia ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche che governa. Una politica che rischia di diventare nazionale se la destra vince le elezioni”. Quindi ha concluso: “Ora è il nostro tempo di agire e far si che queste cose non accadano”. Nel 2021 la Regione Marche si è, infatti, opposta alla somministrazione della pillola Ru486 nei consultori, compresi quelli degli ospedali.

Voci influenti

Altre voci si sono levate contro la leader di Fratelli d’Italia. La cantante Giorgia aveva usato l’arma dell’ironia postando una sua foto con la scritta “Anch’io sono Giorgia, ma non rompo i c… a nessuno”. Prima di lei a schierarsi era stata un’altra cantante, Elodie. Dopo che, ospite a La Confessione di Peter Gomez sul Nove, fresca madrina del Roma Pride, aveva consigliato di andare in terapia alla leader di Fratelli d’Italia, perché a suo dire esageratamente arrabbiata, rivolgendosi direttamente alla Meloni aveva rilanciato.

La cantante romana aveva infatti condiviso sul suo profilo social il programma del partito di Giorgia Meloni del 2018 con il commento: “A me sinceramente fa paura”. Una presa di posizione netta, ma non nuova per l’artista. Elodie ha più volte criticato in passato le posizioni politiche di Fratelli d’Italia; in particolare quelle contro gli immigrati e la difesa della famiglia naturale. La cantante è infatti attiva nella difesa della parità dei diritti per il mondo Lgbt+ e si è schierata in favore dello ius soli.

E’ toccato quindi a un’altra cantante, Ariete, 20enne di Anzio dichiaratamente queer, che ha preso posizione nel corso di un concerto a Gallipoli, in Puglia. La giovane ha usato le parole di una delle più famose canzoni di Lucio Dalla, L’anno che verrà, del 1979, per attaccare Giorgia Meloni.

Cantanti contro Giorgia Meloni

Nel 1979 Lucio Dalla cantava ‘e si fa l’amore ognuno come gli va. Nel 1979 una persona di quei tempi lì aveva già una mentalità più sviluppata del 40% della nostra politica italiana, il che mi spaventa moltissimo.

Non so se avete letto il programma che Giorgia Meloni ha proposto, non so quanti di voi sono maggiorenni e quanti minorenni”, ha continuato Ariete. “Io non voglio commentare perché non sono un politico, voglio solamente dirvi di leggerlo e di pensare bene se voterete o se i vostri genitori pensano di votare quella persona lì, perché è limitante, brutto e ci sono tanti punti che non funzionano».

Il 21 agosto è stata la volta di Loredana Bertè.

La cantante, dopo che la presidente di FdI ha presentato il simbolo per le elezioni politiche in cui la fiamma c’è (“ne andiamo fieri”, ha spiegato, negando che abbia a che fare con nostalgie del regime), si è scagliata contro Meloni con un video pubblicato su Instagram. “Signora Meloni – dice nel video la Bertè -, quando una senatrice come Liliana Segre chiede che sia cancellato dal suo logo quella fiamma che ricorda chiaramente il fascismo e le sue conseguenze, lei la rimuove e basta. Senza arrampicarsi sugli specchi con scuse improbabili, lei la rimuove.

Ha capito?”.

La cantante prosegue: “Mi sembra il minimo per il rispetto che si deve a una signora  che ha passato quello che ha passato, oltre a noi cittadini che siamo veramente stufi, e alla memoria di quelli che non ci sono più e sono stati uccisi per quel simbolo“. Il video si conclude con una nota polemica di Bertè verso Meloni: “Lei si deve vergognare, si vergogni. Non l’ho chiamata apposta ‘onorevole’ perché lei di onorevole non ha proprio niente, come la maggior parte dei politici italiani”.

Fedez intanto tace (e non è da lui)

Si espongono alcune cantanti, ma fa rumore, per esempio, il silenzio di Fedez, che non è intervenuto sulla polemica innescata dalla moglie Chiara Ferragni, nonostante in passato su altre questioni abbia preso pubblicamente posizione. Sul palco del Concertone del 1 maggio del 2021 il rapper milanese aveva attaccato il senatore leghista Andrea Ostellari, reo di osteggiare il Ddl Zan, e tutta la Lega.

«Ostellari», aveva detto, «ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo che è stato già approvato alla Camera come il Ddl Zan, può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza».

Zorzi dà dell’idiota a Salvini

E’ di qualche settimana fa invece il duello via Twitter tra Tommaso Zorzi, influencer e vincitore del GF Vip 5, con il leader della Lega Matteo Salvini.

L’influencer, pubblicando su Twitter una foto postata da Salvini inerente i suoi avversari politici, ha scritto “Un idiota fatto e finito”. Il leader della Lega ha prontamente replicato: “Accipicchia, addirittura “idiota”!?! Agli insulti e al rancore rispondiamo col sorriso e con le idee. Finalmente il 25 settembre saranno gli Italiani a decidere, buon voto anche a te“. Zorzi  ha replicato: “Ma piantala con sta carta del vittimismo che hai collezionato più figure barbine in politica tu che chiunque altro. E facendo un giro tra i commenti noto un disagio e un’ignoranza che fa spavento“.

Lapo che rimpiangeva Draghi

“Complimenti ai fenomeni che mandano a casa l’italiano più rispettato a livello internazionale e che ha tentato con ogni sforzo di dare una mano a un Paese disastrato da una manica di buffoni e scappati di casa”, aveva scritto Lapo Elkann su Twitter mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi presentava le sue dimissioni a Mattarella. Ma è un post che risale a mesi e mesi fa. Oggi non si espone apertamente.

Ma gli altri influencer perché tacciono sul loro posizionamento politico (quelli che si espongono si noti comunque che lo fanno sempre contro e mai pro qualcuno)?

“Non credo che Chiara Ferragni e le altre possano spostare masse di voti. Possono però sensibilizzare fasce di popolazione che altrimenti rimarrebbero ai margini del dibattito”. E’ l’opinione del politologo Giovanni Diamanti intervistato da Flavia Amabile per La Stampa che ha anche chiesto il giudizio del politologo Giovanni Orsina.

Gli influencer non spostano masse di voti

“La gente si fa consigliare le creme di bellezza ma non mette il cervello in mano a Chiara Ferragni”, dice Orsina. “Al massimo potrebbe spostare un uno o un due per mille. Con i follower che ha Chiara Ferragni vuol dire comunque avere un impatto su migliaia di persone ma a livello nazionale l’effetto è irrilevante.

A sentire Antonio Noto, sondaggista interpellato da Repubblica, un influencer non sposta voti: “Nelle scelte politiche –rispetto alla formazione del consenso gli italiani reagiscono maggiormente in relazione ai loro bisogni e alle loro attese piuttosto che in relazione al racconto degli influencer, che spesso stimolano stili di vita, consumi, ma non di tipo elettorale”.

Il partito degli influencer vale solo il 3%

In termini statistici l’influencer non ha nessun effetto, sostiene Noto, perché “nel campo dell’indifferenza. Anche perché per natura non influiscono a 360 gradi, ma anche loro sono targettizzati. Il target degli influencer è molto giovane e i più giovani spesso non vanno a votare. Il 50 per cento dell’elettorato ha più di 45 anni. La fascia di età tra i 18 e i 24 anni raggiunge il 7% della popolazione. Se vota la metà, influisce nell’ordine del 3%. Considerando anche il voto si distribuirà tra le varie liste”.

Per il resto, per capire l’astensione degli influencer, basta dare una scorsa alla Top 5 Social Key People di Facebook, stilata da Sensemakers in collaborazione con Primaonline.it: è popolata da giornalisti e politici, che vedono numeri in crescita nel confronto con giugno. Andrea Scanzi, per il terzo mese di fila, si aggiudica la prima posizione. Giorgia Meloni conquista la medaglia di bronzo.

Meglio le imitazioni

La top 5 di Instagram presenta un’importante novità da segnalare: l’ingresso del creator Khaby Lame. Il ranking di Twitter è presidiato da giornalisti sportivi fatta eccezione per la quarta posizione di Carlo Calenda. Nella Top 5 di Instagram, l’’unico volto nuovo è quello di Mattia Stanga, uno dei TikToker più amati d’Italia, famoso per le imitazioni delle mamme e dei dipendenti delle poste, in collaborazione con gelati Sammontana. Perché, quindi, esporsi politicamente con il rischio di perdere i ricchi contratti che li legano agli sponsor?