Live

Sfratti 2021, novità su affitti, bollette e buoni spesa: da Draghi 500 milioni ai Comuni. I sindaci non hanno più scuse

Dal Sostegni Bis soldi per affitti, bollette e buoni spesa da destinare ai più poveri. La quota stanziata? 500 milioni, che vanno ben spesi

“Non ci sono i soldi” è il il tradizionale mantra quando si parla di welfare per i più poveri. Ora, almeno per qualche mese, non è così.

Sostegni bis: 500 milioni per affitti, bollette e buoni spesa

Mezzo miliardo di euro è la cifra che il governo ha stanziato direttamente a disposizione dei Comuni di tutta Italia, già ripartita, per aiutare i ceti meno abbienti su affitti, bollette e buoni spesa. Ecco le cifre del Decreto Sostegni Bis del 25 maggio 2021 e legge di conversione, nell’articolo 53 comma 1. A Milano 5,89 milioni. Per Roma 11,7 milioni. Si prosegue con Napoli (12,1), Torino (3,5), Palermo (7,8), Bologna (1,6), Firenze (1,5), Bari (1,3) Venezia (1,08). E via dicendo.

Sostegni bis, i soldi ai Comuni: a Napoli 12 milioni, Roma 11, 5 per Milano

Ci sono i 7074 comuni d’Italia nelle tabelle pubblicate dal Ministero dell’Interno (leggi tutti i numeri, comune per comune) con la ripartizione delle spesa. Inclusi municipi minuscoli della penisola come Arsita in Abbruzzo a cui spettano 3mila euro o Percile nel Lazio a cui ne vanno 888. In totale? 500 milioni di euro secchi per “Misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno alle famiglie per il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche” e suddivisi in due diverse voci di finanziamento. Una “standard” proporzionale alla popolazione residente che copre un finanziamento da 250 milioni di euro complessivi.

Il secondo 50% ripartito “in base alla distanza – si legge nel decreto convertito – tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione”. Si prendono a riferimento i valori reddituali comunali all’anno d’imposta 2018, come pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia e delle Finanze.

L’audizione di Luciana Lamorgese sugli sfratti e la risposta al senatore Mirabelli

Oltre ai tecnicismi, sono tanti soldi. Almeno per una voce – come quella delle morosità su affitti e bollette – che da 20 anni è costantemente sotto finanziata. Basti pensare che la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, rispondendo al senatore Franco Mirabelli il 22 luglio in audizione parlamentare ha spiegato che per quanto riguarda i Fondi di Sostegno Affitto strutturali, quelli stanziati ogni anni, nel 2021 sono stati 260 milioni di euro. Tale disposizione ha anche previsto il coinvolgimento delle prefetture, attraverso l’adozione di misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto. La metà di quanto previsto dalla misura straordinaria del Sostegni-bis. La metà del mezzo miliardo di euro che la Conferenza Stato-Regioni ha già stabilito essere le cifra necessaria ogni anni per far fronte almeno a una parte rilevante delle richieste di aiuto, a prescindere del Covid che in alcune aree ha fatto esplodere il disagio.

Povertà abitativa, tutti i dati Istat: 2 milioni di famiglie in povertà assoluta

I dati sulla povertà abitativa in Italia li ha fotografati perfettamente l’Istat a giugno con una serie di allegati alle statistiche sulla povertà. Numeri, tantissimi, che parlano di una bomba sociale: al nord Italia 432mila famiglie che vivono in affitto sono in povertà assolutaIl 18,1% del totale. In tutta Italia? 866Mila famiglie fra quelle che non hanno una casa di proprietà. Il 2020 della pandemia? Poco più di due milioni di famiglie in povertà assoluta (il 7,7% del totale dal 6,4% del 2019) e oltre 5,6 milioni di individui in quella relativa (9,4% vs 7,7%). Le fasce più colpite? La povertà assoluta incide sul 25,% di coloro che vivono in affitto. Nel mondo locazioni la tradizionale frattura fra famiglie di soli italiani e famiglie con stranieri ormai non esiste più: 463mila sono le famiglie di soli italiani e 402mila quelle con almeno uno straniero all’interno del nucleo.

Sostegni bis, Mario Draghi “salta” le Regioni. I soldi direttamente ai sindaci

Il governo prova a rispondere con mezzo miliardo. Lo fa bypassando le Regioni che avrebbero competenza sulle politiche abitative e inviando direttamente ai sindaci e agli assessori al Welfare dei Comuni i fondi. Un grosso regalo ai sindaci in carica che si avviano alle elezioni di ottobre 2021 mentre esplodono le emergenze sociali.

Sostegni bis, servono tempi certi

Ora però i soldi vanno spesi in tempi rapidi. La macchina amministrativa va oliata per far sì che non si accumulino i classici ritardi, di almeno 2 anni, che contraddistinguono questi capitoli della spesa sociale. Per avere una proporzione della “domanda” basti pensare che a Milano nel 2020 è stato aperto il bando sostegno affitto fra l’1 e il 20 maggio. In venti giorni sono arrivate 17mila richieste da sommare alle 36mila per i buoni spesa del Comune. Le risorse disponibili coprivano non più di un terzo dei potenziali beneficiari.

L’ultimo dilemma riguarda la ripartizione fra “voci”: il decreto parla di locazioni, utenze e buoni spesa ma non dà indicazioni sulle percentuali da dedicare a ciascuna delle tre. Il presupposto è che sono gli amministratori locali e i servizi sociali a conoscere i territori, i quartieri, i distretti. E sapere quindi se a Gratosoglio o a Tor Pignattara il problema più impellente è il cibo, il gas o gli sfratti.

Affitti, pacchi alimentari o bollette: quella tentazione dei sindaci che vanno al voto

Il rischio? Che a qualcuno dei sindaci in carica nei 1.200 comuni che vanno al voto venga in mente di promettere misure ad alto impatto mediatico, come una grossa distribuzione di pacchi alimentari porta a porta a favore di telecamere, e non di intervenire magari su un fenomeno meno “visibile” ma più urgente, anche per le conseguenze materiali e in tribunale, come la cosiddetta “povertà energetica”: secondo gli ultimi dati resi disponibili da ENEA per il Rapporto annuale dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), fra il 2016 e il 2018, il fenomeno ha colpito circa 40mila famiglie in più con un incremento dello 0,1% l’anno che, in valori assoluti, equivale all’8,8% a livello nazionale.

La povertà energetica in Italia: +40mila famiglie fra 2016 e 2018

Più in generale, l’identikit della povertà energetica tracciato utilizzando lo stesso indice del PNIEC, il Piano Nazionale Energia e Clima, evidenzia che ad essere colpite sono soprattutto le regioni del Sud, le famiglie con oltre cinque componenti, quelle dove il capofamiglia ha meno di 35 anni e quelle guidate da donne ultracinquantenni.

La povertà energetica a Milano: 11mila persone hanno chiesto aiuto a Caritas Ambrosiana

A Milano nel 2018, nel solo territorio della Diocesi, 11mila persone hanno chiesto aiuti economici per le utenze e gli affitti ai centri di ascolto di Caritas Ambrosiana. Per evitare i distacchi, nello stesso periodo di tempo, l’organismo diocesano ha pagato 6mila bollette della luce. I dati – che si ricavano dalla proiezione di una ricerca condotta dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Diocesi di Milano su un campione di 87 centri di ascolto pari ad un quarto del totale – mettono in evidenza una forma di povertà, meno eclatante di altre, ma altrettanto drammatica.

Luciano Gualzetti (Caritas Ambrosiana): “La povertà è umiliante”

Essere costretti a vivere senza luce, e quindi senza riscaldamento, sconvolge anche moralmente, perché si traduce in uno stigma sociale, che fa sentire poveri in modo umiliante”, ha detto in occasione della presentazione del rapporto Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.