SDN. Gallera e Maran chiudono la la 16esima edizione di Salute Direzione Nord al Palazzo delle Stelline

Il confronto tra Giulio Gallera e Pierfrancesco Maran ha chiuso la 16.ma edizione di Salute Direzione Nord

Un confronto di Giulio Gallera, Presidente Commissione Programmazione e Bilancio Regione Lombardia e autore del libro “Diario di una guerra non convenzionale” con Pierfrancesco Maran, Assessore alla Casa e Piano Quartieri Comune di Milano e autore del libro “Le città visibili. Dove inizia il cambiamento del Paese” ha chiuso ieri sera la 16esima edizione di Salute Direzione Nord al Palazzo delle Stelline, la rassegna organizzata da True in collaborazione con Inrete e Fondazione The Bridge.

Gallera: “Libro contro il populismo, le semplificazioni, le strumentalizzazioni”

Due politici, due amministratori, che hanno conquistato le preferenze dei cittadini. “L’esigenza di scrivere un libro è nata per raccontare e dare l’opportunità ai lettori di valutare ciò che è successo– ha detto Gallera-. È un libro contro il populismo, le semplificazioni, le strumentalizzazioni. La regione che ha avuto più incidenza è stata la Lombardia, nella prima ondata abbiamo registrato un +110%.

Una vera e propria guerra. Abbiamo salvato molte persone grazie al nostro sistema sanitario. Ho vissuto con Attilio Fontana questa esperienza, ha ceduto culturalmente all’idea che il cambio potesse modificare qualcosa, ma di fatto la Moratti ha solo continuato quello che avevamo iniziato”.

Maran: “La regione sta vivendo come una fase di stagnazione, mentre la città di Milano ha preso una direzione diversa”

Si parla di una guerra, ma forse sono due perché non si deve sottovalutare, oltre al Covid, l’informazione.

La regione Lombardia ha esaurito la capacità di gestione– ha incalzato Maran-. Ha dimostrato un’incapacità di reazione durante i due anni di pandemia. Non avviso nessuna differenza di gestione tra Giulio Gallera e Letizia Moratti. La regione sta vivendo come una fase di stagnazione, mentre la città di Milano ha preso una direzione diversa da tutto il territorio circostante, che anche le altre città come Bergamo e Brescia stanno seguendo allontanandosi dal cosiddetto modello regionale”.