Scuola: Valditara, istruzione tecnico-professionale deve essere percorso di serie A

Valditara a IDN: "“Il 45% delle richieste lavorative delle imprese è disatteso perché mancano le qualifiche adeguate"

“Serve che l’istruzione tecnico-professionale sia un percorso formativo di serie A e non di serie B come è stato spesso considerato”. Lo ha detto il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenuto a “Italia Direzione Nord – A True Event” in corso al Palazzo delle Stelline. “Il 45% delle richieste lavorative delle imprese è disatteso perché mancano le qualifiche adeguate; che corrispondono a un milione e 200 mila posti di lavoro: la sfida è che quei posti vengano occupati”.

La proposta di Valditara sui Neet

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, lancerà a breve una proposta dintervento per contrastare il fenomeno dei Neet, ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano. Lo ha annunciato durante il suo intervento a Italia Direzione Nord – A True Event”, manifestazione arrivata alla sua diciassettesima edizione, oggi in corso al Palazzo delle Stelline a Milano. “Lancerò una proposta nei prossimi giorni affinché questi ragazzi assolvano quantomeno un obbligo formativo – spiega Valditara – Non possiamo accettare che centinaia di migliaia di giovani vivano alle spalle delle famiglie e della società”.

Il ministro infatti ritiene lalto numero di Neet in Italia “uno dei drammi più gravi che riguardano la nostra gioventù, sono ragazzi che non hanno la voglia di vivere e che galleggiano. Noi lì dovremo intervenire”. Tra le sfide del futuro della scuola c’è quella di puntare sui talenti dei giovani: Questa scuola purtroppo è la scuola del classismo: dagli anni 50 al 75 si era messo in moto un grande ascensore sociale.

Al ‘75 si è bloccato, e oggi abbiamo fatto un passo indietro. La sfida invece è tirare fuori i talenti e le abilità che ci sono in ognuno di noi. Serve una scuola che valorizzi le potenzialità di tutti”.

Questo può essere possibile anche valorizzando lo strumento delle borse di studio che sono previste dalla Costituzione, stiamo ragionando su un progetto in questo senso”.

Un commento sul caso Rossignoli

Qualcuno chiede un commento al caso di Carlotta Rossignoli.

La studentessa laureatasi prima del tempo all’Università Vita-Salute del San Raffaelle; che ha animato il dibattito sui giornali. Valditara precisa di non conoscere direttamente il caso ma aggiunge di “odiare l’invidia. Perché è un pessimo sentimento; siamo un Paese che quando si vede una persona di successo fa scattare l’invidia”.

Per il ministro poi serve ridare efficacia educativa alle sanzioni disciplinari: Bisogna ridare autorevolezza ai docenti e puntare sul rispetto verso i docenti e verso gli altri studenti oltre che verso i beni pubblici” aggiunge il ministro, che poi precisa: Dobbiamo ripristinare non solo la scuola dei diritti ma anche la scuola dei doveri”.

Per i ragazzi che non riescono a rispettare le regole Valditara pensa possa essere uno strumento valido ad esempio quello dei “lavori socialmente utili perché solo lavorando per la collettività e per la comunità scolastica potranno prendersi la responsabilità dei propri atti: da lì nasce il riscatto”. Nel prossimo futuro il ministro parla anche di una proposta per risolvere il tema dei continui cambi di docenti durante il ciclo scolastico.

“Per tutti i docenti, anche quelli di sostegno”.

L’edilizia scolastica per il ministro Valditara

In merito alledilizia scolastica: Stiamo facendo un grande monitoraggio a livello nazionale, perché siamo pienamente convinti che le tragedie del passato – ne commemoreremo una nei prossimi giorni – non debbano più ripetersi, quindi voglio che questo tema, che è un tema molto scottante e decisivo, non solo per gli insegnanti ma anche per i ragazzi, sia affrontato con grande decisione”.

Rispondendo alle parole del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che sostiene che la scuola debba restare fuori dalla partita dell’Autonomia, Valditara replica: Credo che ci saranno sicuramente i tempi per fare una buona riflessione e per trovare delle soluzioni utili per la scuola italiana e per i territori”.