Non solo Martinitt, quanti sono gli orfani e gli orfanotrofi in Italia?

La storia di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, accende nuovamente la spia sugli orfani in Italia. Ecco quanti sono

Lunedì 27 giugno è morto dopo una breve malattia Leonardo Del Vecchio. Il fondatore di Luxottica, colosso da 27 miliardi di dollari, aveva alle spalle una storia eccezionale per il capitalismo familiare italiano. E’ stato un principe dell’imprenditoria, ma non lo è stato per diritto di nascita. Orfano di padre, da piccolo Del Vecchio fu affidato dalla mamma al collegio dei Martinitt, dove rimane fino al diploma di scuola media per poi spiccare il volo.

Dall’orfanotrofio alla vetta del mondo imprenditoriale, quella di Del Vecchio è stata un’ascesa unica. Ma quanti sono gli orfani in Italia e in quali strutture sono accolti?

Tra i 30 e i 35mila ma mancano i dati ufficiali

In Italia la dicitura “orfani” è stata sostituita da “minori fuori famiglia“, a cui si sommano i casi dei neonati abbandonati alla nascita. In totale, nel nostro paese se ne contano tra i 30 e i 35mila, ma non esistono dati ufficiali. Può sembrare incredibile, ma non è ancora stata realizzata una banca dati prevista dalla legge per collegare i 29 Tribunali per i minorenni.

Quindi, ci si basa solo sulle stime realizzate dall’Istituto degli Innocenti di Firenze: sono circa 30mila i minori fuori famiglia. L’ultimo monitoraggio d’aggiornamento è quello realizzato dal ministero di Giustizia presso tutti gli uffici giudiziari minorili a seguito del caso Bibbiano. Tra il 2018 e il 2019 sarebbero stati allontanati dalle proprie famiglie di origine oltre 12mila minori. Un numero in crescita continua. Ogni anno circa 400 neonati vengono abbandonati alla nascita.

Gli orfanotrofi non esistono più

La legge 149 del 200 ha definitivamente chiuso le strutture che una volta in Italia si chiamavano orfanotrofi. Ora sono stati sostituiti dalle case famiglia, dove una coppia ospita un numero ridotto di minori cercando di riproporre la formula familiare. O dalle comunità, educative o terapeutiche, gestite da addetti ai lavori.

A livello numerico, la comunità educativa può ospitare fino a un massimo di 10 minori; mentre la casa famiglia può accoglierne fino a 6 orfani in Italia.

L’obiettivo è assegnare il minore a una famiglia affidataria, cosa che però riesce solo nella metà dei casi. Le difficoltà sono nella formazione e nel monitoraggio dell’affido. Quindi diventa più semplice affidare il bambino a una comunità. Anche se allo Stato costa di più.

Un miliardo di euro all’anno

Le strutture conteggiate in Italia sono oltre 3mila; mentre il costo complessivo della spesa per i minori fuori famiglia per lo Stato si aggira intorno al miliardo di euro.

Mediamente un affido in famiglia costa alla Regione 600 euro al mese; nelle comunità educative si vai da 90 a 130 euro al giorno. Mentre le rette della comunità terapeutiche vanno dai 40 ai 400 euro.

Come sempre in Italia, ci sono difficoltà di coordinamento tra gli enti. Così spesso i Comuni autorizzano le comunità ad aprire le porte ai bambini solo sulla base di autocertificazioni fornite dalle strutture stesse.

Gli accreditamenti ufficiali vengono regolati dalle leggi regionali, e in molti casi arrivano solo in un secondo momento. Ogni Regione stabilisce poi le modalità di controllo. Nella maggior parte dei casi non esistono rendicontazioni dettagliate delle spese sostenute dalle strutture per orfani in Italia. Non si sa quanta parte della retta serva per il sostegno del minore, e quanta liquidità resti invece nelle tasche della comunità.

I DATI DEL MINISTERO SUI MINORI FUORI FAMIGLIA