Majorino, Moratti e Fontana: dalle Stelline è iniziata la corsa per la Lombardia

Continuità, ribaltamento o moderazione. Al Palazzo delle Stelline il primo confronto tra i candidati per la Lombardia

Al Palazzo delle Stelline di Milano ha ufficialmente preso il via la corsa per la Regione Lombardia. Attilio Fontana, Letizia Moratti e Pierfrancesco Majorino si sono confrontati per la prima volta dal vivo. A poco più di un mese dal voto del 12 e 13 febbraio, i tre candidati al Pirellone hanno preso parte all’evento ‘Verso le regionali”, organizzato all’interno della rassegna Direzione Nord. 

Confronto in successione sulla Lombardia

Il primo dibattito che vede coinvolti i tre candidati per la Regione Lombardia è stato un “confronto in successione“. Majorino, Moratti e infine Fontana hanno parlato in quest’ordine dal palco del Palazzo delle Stelline a Milano. Ognuno dei tre ha risposto a una ventina di domande che nei quaranta minuti a testa gli hanno sottoposto quattro giornalisti. Vuoi perchè era il primo incontro, vuoi per la sala gremita, se ne sono viste delle belle.

Majorino per un “ribaltamento”

Pierfrancesco Majorino è stato il primo a parlare, ed è andato all’attacco parlando di “ribaltamento” di Aler e Trenord. Sul tema della casa “siamo di fronte a uno scandalo a cielo aperto. In Lombardia occorre ribaltare Aler e mettere a disposizione una buona parte di quegli appartamenti sfitti a giovani coppie o a segmenti della popolazione che non sempre sono lì a domandare una casa popolare. Inoltre, dobbiamo rifare la legge urbanistica – ha aggiunto Majorino – che deve puntare tutto su rigenerazione, recupero, riqualificazione e stop al consumo di suolo”. Ha aggiunto: “Ribaltiamo positivamente Aler e facciamone un modello, e non un gigantesco buco nero”.

Il candidato del centrosinistra ha poi aggiunto che col Movimento 5 Stelle sarà un’alleanza vera – non solo elettorale – confermando che in caso di vittoria i pentastellati entreranno in giunta. Ha anche parlato di ambiente. “Ultima generazione? A me non piacciono tanto i gesti dirompenti ma adesso non confondiamo il dito dalla luna: il problema è una classe dirigente che se ne è fregata per anni della crisi climatica. Grazie ai ragazzi che sono in piazza le istituzioni hanno cominciato a parlare di ambiente, senza di loro non avremmo avuto il Green Deal in Europa”.

Majorino ha infine parlato delle Olimpiadi di Milano Cortina. “Facciamo in modo che non siano una grande occasione persa. Le Olimpiadi sono una scommessa su cui Beppe Sala e l’amministrazione avevano creduto molto: facciamo in modo che non siano una grande occasione persa, possono essere un’occasione persa anche se si fanno male. Facciamo in modo anche che ci sia un bell’appuntamento di Paralimpiadi di cui essere la Lombardia sia orgogliosa”.

Moratti all’insegna della moderazione

“Questo governo non sta investendo nella sanità, diminuisce le risorse rispetto a prima e in questo senso ritengo che non aver preso il Mes sia un errore”. Anche Letizia Moratti è partita all’attacco. “Quando sono arrivata in Regione Lombardia ho trovato una situazione drammatica dal punto di vista della campagna vaccinale anti-Covid, ho chiamato Guido Bertolaso con me, ho messo a posto l’organizzazione e siamo passati da essere l’ultima in Italia ad essere i primi”

Poi si è posta al centro, come era inevitabile, vuoi per caratura ideologica, vuoi perchè è intervenuta a metà dell’evento. Ha ribadito di non essere “la Thatcher italiana”; ha parlato in positivo della sua breve ma significativa esperienza in Regione; e ha nuovamente aperto ai dissidenti leghisti di Comitato Nord. “Sono aperta al dialogo con altri movimenti e forze e sono disponibile anche nei confronti del Comitato Nord. Con loro condivido il tema delle autonomie. Sono aperta con tutti ma sui contenuti”.

Ma non vuole sentir parlare di spoil system. “Prima cercherei di capire la validità delle persone, l’ho sempre fatto da presidente Rai e da ministro, questo mi ha portato quasi sempre a non utilizzare lo spoil system, è una questione di buon senso e di merito”. Per il momento guarda solo alla sfida elettorale in Lombardia: “Corro per vincere e non ho piani B”.

Fontana per dare continuità alla Lombardia

Fontana ha chiuso il confronto in successione. Il Governatore uscente gode del favore dei sondaggi. Quindi è normale che non si sia sbottonato più di tanto. Ha affrontato diverse tematiche come la sanità, l’emergenza abitativa, il trasporto pubblico locale, nucleare e la pandemia. Ma prima di tutto ha parlato dei dissidenti del Comitato Nord, in odore di alleanza con Moratti. “Umberto Bossi ha sancito che la Lega rimane unita al mio fianco“. Fontana ritiene chiusa la polemica. “Bossi stesso ha detto che il Comitato Nord non sarà mai contro Fontana ma, anzi, al contrario ci sosterranno con tutte le sue forze”.

Il Governatore uscente ha parlato di Case popolari. “Per l’edilizia residenziale pubblica bisogna eliminare l’illegalità e intervenire con la riqualificazione che è quello che stiamo facendo in via Bolla“. Sulla questione del caro affitti a Milano Fontana precisa: “Come Regione abbiamo investito 250 milioni per venire incontro a chi non poteva pagare l’affitto e rispettare le richieste nel pubblico e nel privato” precisa Fontana.

Ha quindi rimandato al mittente le accuse sul caro trasporti. “Sul trasporto pubblico locale Majorino dovrebbe iniziare a leggere le carte. Si renderebbe conto che la Lombardia è l’unica in Italia che destina più di 400 milioni di risorse proprie per integrare le risorse che arrivano da Roma”. E sulla gestione della pandemia. “Le prime mascherine serie dal governo centrale nella prima fase della pandemia sono arrivate alla metà del mese di aprile, prima siamo stati lasciati soli”. A chi gli chiede se ritiene di aver commesso errori nella gestione della prima fase pandemica, Fontana replica: “Probabilmente sì, anche se ci sono esperti, come Pregliasco e l’Oms, che hanno guardato al nostro modello come virtuoso”.

L’unico confronto in Lombardia?

Fontana, più volte sollecitato a mezzo stampa e social dagli sfidanti, ha nicchiato su un futuro confronto. “Io sono disponibile a rappresentare in modo corretto i miei progetti, un confronto che si fonda sul chiacchiericcio e insulti reciproci non credo che mi vada bene. Chi è convinto di quello che dico mi voterà, gli altri non mi voteranno” aggiunge Fontana, che a chi gli chiede se non si vedrà ufficialmente quindi un confronto tra tutti i candidati replica lasciando la porta un po’ aperta: “Ne parleremo”.