I Dem decidono di fare campagna sulle tv contro il Referendum. Il documento

Il Partito Democratico ha scelto: voterà No al referendum sulla giustizia. Ma c'è una sfumatura che è importante

di Fabio Massa

Il Partito Democratico ha scelto: voterà No al referendum sulla giustizia. Ma c’è una sfumatura che è importante. Non solo voterà No al referendum, ma soprattutto ha chiesto all’Autorità garante delle comunicazioni di poter accedere agli spazi sulle televisioni previsti dalla legge per fare campagna per il No.

Non sarà una generica “fiducia” nella riforma Cartabia

Insomma, non sarà – come dichiarato fino ad oggi – una generica “fiducia” nella riforma Cartabia che quindi dovrebbe rendere il referendum abbastanza inutile (nell’interpretazione dei Dem), ma una vera e propria discesa in campo per contrastare la consultazione che invece vede – sul fronte opposto – tutta una serie di promotori del sì, con in prima fila il Partito Radicale, Lista Pannella, Carlo Nordio, Maurizio Turco e ovviamente la Lega di Matteo Salvini, oltre che i Socialisti Italiani e la Fondazione Italiastatodidiritto presieduta da Guido Camera.

Chi è Monica Nardi

Interessante notare che i contrari al referendum per adesso sono pochissimi. Solo tre: il senatore Domenico Gallo, il “Comitato il No mediante il NON” e, appunto, il Pd rappresentato da Monica Nardi. Chi è Monica Nardi? Non è una figura secondaria, nelle file Dem, perché è la portavoce di Enrico Letta. Classe 1978, maturità classica a Roma, e Lettere moderne alla Sapienza, era il capo ufficio stampa di Vedrò e poi del governo Letta nel 2013, caduto il quale inizia una serie di collaborazioni con la Federazione Italiana Pallavolo, Mondadori, Eni e poi nel 2018 si fa assumere dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il 7 aprile 2021 diventa la responsabile della comunicazione del Pd. A suo nome – ma ovviamente non è detto che sarà lei in prima persona – sono stati prenotati gli “spazi”.
Le implicazioni politiche sono ovviamente enormi: avere il Pd che fa campagna contro il referendum vuol dire impostare il dibattito sulla giustizia in una logica di derby tra destra e sinistra. Una strategia che potrebbe portare inevitabili spaccature con i riformisti Dem.

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