Ecco chi sarà il kingmaker dei Trasporti a Milano

Scade il mandato nell'Agenzia Tpl di Città metropolitana per Luca Tosi. Ma c'è anche la partita in Amat, ed un possibile derby con Sevino

Corsa a due sui trasporti milanesi. È tempo di nomine sotto la Madonnina. È agli sgoccioli il mandato quinquennale di Luca Tosi, Direttore Generale dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale del bacino della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, nominato del 2017. Lui preme per una riconferma ma è più probabile un “rientro” nell’azienda di provenienza Amat, l’Agenzia per la Mobilità, l’Ambiente e il Territorio del Comune di Milano, società in house di Palazzo Marino nata come una sorta di Arpa della città.

sempre come Dg. Lì dovrà vedersela con l’ingegner Valentino Sevino, classe ’65, anche lui dirigente Amat. Sarà proprio il Comune il “socio” di peso a dover sciogliere la riserva su entrambe le nomine.

Tosi bis, perchè sì: cinque anni di conoscenza della macchina

Tosi, il cui incarico nell’Agenzia TPL è formalmente terminato il 31 gennaio, ha dalla sua cinque anni di conoscenza della macchina. Che potrebbero valergli la riconferma e tornare utili nei mesi in cui va in scadenza anche il consiglio di amministrazione (giugno 2022) formato dai cinque membri Daniele Barbone (Presidente), Francesca Zajczyk, Vittorio Errico, Gabriella Chiellino e Marco Francesco Longoni, e mentre l’Agenzia si trova impegnata sulla più importante delle sfide: dopo proroghe e attese, la gara europea ad evidenza pubblica per l’affidamento del trasporto pubblico locale di Milano.

Sono a decine le incognite – bando, capitolato, divisione in “lotti” della gara – e si potrebbe anche assistere, come già avvenuto in altre zone d’Italia, all’ingresso di forza sulla città di un operatore straniero. Francesi di Ratp e tedeschi di DeutscheBahn davanti a tutti. Atm (100% Palazzo Marino) è avvisata.

Tosi bis, perchè no: indipendenza non sempre apprezzata a Palazzo Marino

Dall’altra l’attuale Direttore generale non fa impazzire il Comune.

La sua indipendenza dalle linee guida e di indirizzo della politica e di Palazzo Marino non è sempre stata apprezzata. Potrebbe essere costretto a tornare in casa e dire addio al suo incarico da Dg a 125mila euro l’anno e bonus del 25 per cento in base agli obiettivi.

Amat, c’è anche Sevino in corsa

In corsa contro di lui proprio un collega in quello che si prospetta come un derby: Valentino Sevino, dirigente Amat e dal 2008 Responsabile dell’Area Pianificazione della Mobilità dopo un passato nella consulenza anche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e in Metropolitana Milanese dove si è occupato di Studi d’Impatto Ambientale per infrastrutture di trasporto e opere civili, studi di fattibilità e piani urbanistici.