Droga, gli intrecci pericolosi degli Ultras milanesi. Scarica le carte dell’inchiesta

C'è anche Luca Lucci, il capo della Curva Sud milanista e noto per la foto con Matteo Salvini nell'inchiesta della Procura di Milano

Portavano ingenti quantitativi di droga dal Marocco e dal Sudamerica: per questo il 17 dicembre sono scattate le manette per otto persone coinvolte da un’indagine condotta dalla procura di Milano e coordinata dal pm Leonardo Lesti. Tra queste, tre sono state eseguite nei confronti di ultras e appartenenti alla Curva Sud, il cuore del tifo milanista allo stadio Meazza.

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C’è anche Luca Lucci, il capo della Curva Sud milanista, coinvolto in molte inchieste negli ultimi anni e arrestato per droga in passato, diventato noto perché si fece fotografare il 16 dicembre 2018 assieme all’allora vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, in occasione della festa per i 50 anni della Curva Sud.

Sarebbe stato lui “al vertice dell’organizzazione” pianificando “l’attività illecita senza mai partecipare attivamente, impartendo direttive attraverso il software Encrochat, installato su un telefono cellulare Bq Aquaris” in suo possesso e con “utenza telefonica olandese” si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Fabrizio Filice.

L’inchiesta della Procura di Milano nasce dal tentato omicidio di Enzo Anghinelli avvenuto a Milano il 12 aprile 2019 quando l’uomo, a bordo della sua autovettura, viene colpito da numerosi colpi di arma da fuoco sparati da due soggetti che gli si erano avvicinati in sella ad uno scooter.

Dalle indagini sul tentato omicidio è emerso il probabile coinvolgimento in attività di traffico di sostanze stupefacenti di vario genere di alcune persone sottoposte a intercettazione e frequentanti il gruppo ultras milanista “Curva Sud”, tra i quali proprio Luca Lucci.

Tre indagati sono stati portati in carcere, quattro agli arresti domiciliari e uno sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria con divieto di dimora.

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