I riformisti provano a costruirsi una casa. Sala o non Sala.

Si sta lavorando a una sorta di terzo polo centrista che includa diversi soggetti. La sorpresa potrebbe essere Beppe Sala.

Che si tratti di un terzo polo o di un’altra modalità politica, l’obiettivo del movimento “L’Italia c’è” è chiaro: “Vogliamo fare politica in modo ragionevole e sensato e allontanare i movimenti demagogici che hanno danneggiato il Paese: i Cinque Stelle da un lato e dall’altro i vari Salvini, Meloni e Paragone”.
A true-news.it uno dei responsabili del movimento, Emanuele Pinelli, apre le porte a chiunque voglia riconoscersi in un soggetto “che guarda all’Europa, al buon senso, alla ragionevolezza rispetto a chi compra il consenso sparando certe assurdità che abbiamo pagato anche economicamente”.

“Sala ha lanciato un appello e noi lavoriamo in quella direzione”

Un soggetto, quindi, che sta lavorando da collante tra figure che si ritrovano in una definizione di centro alternativo alla destra e al campo largo Pd-Cinque Stelle. Tra cui potrebbe avere un ruolo da protagonista l’attuale sindaco di Milano: “Beppe Sala non fa parte della nostra associazione – afferma Pinelli – Ha lanciato un appello per un soggetto politico sociale, europeo e ambientalista, e noi stiamo lavorando nella direzione di quell’appello.

Ma lo faccciamo a prescindere da quello che sarà il ruolo di Sala, che sta facendo bene il sindaco di Milano e continuerà a farlo”.

La collaborazione con Gennario Migliore, deputato di Italia Viva

E, pian piano, sono tante le figure di peso politico che si stanno avvicinando a “L’Italia c’è”: “E’ diventato nostro coordinatore Piercamillo Falasca, che ha un’esperienza importanfe di attivismo politico, anche come coordinatore della battaglia impopolare per il sì alle trivelle nel 2016.

Immaginate cosa sarebbe successo se quell’anno avessimo interrotto e non solo ridotto l’estrazione di gas in mare italiano: oggi saremmo ancora più dipendenti dalla Russia. Sempre sul fronte energetico, “L’Italia C’è” collabora con Gennaro Migliore, deputato di Italia Viva con cui – spiega Pinelli – abbiamo un’interlocuzione eccellente per il lavoro che fa sul Mediterraneo”. E, parlando di Italia Viva, un accenno a Matteo Renzi non può mancare. Sul tema Pinelli tira in ballo alcuni esperimenti di successo “che hanno funzionato a livello locale, in cui partiti politici si sono uniti a liste civiche.

Insomma, se questo modello può funzionare a livello locale, ouò funzionare anche a livello nazionale”.

L’occhio verso “+ Europa”

L’occhio è puntato anche verso “+Europa”: “Sono stato coordinatore di Roma del partito della Bonino. Adesso la crisi del Covid e il conflitto dell’Ucraina ci hanno mostrato la necessità di un’Europa più forte”. Anche per loro le porte sono aperte.
Sembra che tra una destra a pendenza Fratelli d’Italia e un Pd che si macchia di giallo con i Cinque Stelle, si stia lavorando a una sorta di terzo polo centrista che includa diversi soggetti.

Attenzione però, noi a differenza di Carlo Calenda non lanciamo strali contro il Pd ma lo invitiamo a una riflessione: noi siamo dalla parte di Letta sull’Ucraina e siamo insieme al Pd per il buon governo di città e regioni. Letta è ancora così sicuro della sua strategia filo-Conte? Un nostro obiettivo è fargli cambiare idea”. Unico escluso dalle riflessioni di Pinelli pare essere proprio Calenda, che va avanti con la sua strategia isolazionista.

La sorpresa, invece, potrebbe essere Beppe Sala. “Ma per ora – ribadisce Pinelli, l’Italia c’è, Sala non c’è. Se ci fosse, saremmo felici”.