Caso Alpini, il sindaco di Udine: “Una pazzia sospendere l’adunata del 2023”

Il sindaco di Udine Pietro Fontanini difende l'adunata degli Alpini nel 2023 dalla petizione per sospenderla a causa delle accuse di molestie

“E’ una pazzia”. Il sindaco di Udine Pietro Fontanini non usa mezzi termini riguardo alla raccolta firme per sospendere la prossima adunata degli Alpini che si terrà nella sua città. La manifestazione appena conclusasi a Rimini è finita al centro del ciclone per accuse di molestie. A fronte di centinaia di segnalazioni a margine dell’evento che si è conclusa domenica 8 maggio, è stata presentata una denuncia martedì scorso.

Il sindaco di Udine con gli Alpini

“Per quanto mi riguarda è una pazzia anche perché stiamo parlando di episodi i cui contorni sono ancora tutti da chiarire. Ed eventualmente i responsabili devono avere un nome e un cognome, non si può infangare la storia di un’associazione così prestigiosa” prosegue il primo cittadino.

Il sindaco si spende in favore della manifestazione. “non soltanto mi dissocio da quella raccolta firme, ma confermo la fiducia che nutro nei confronti degli alpini.

Confermo la volontà di riservargli una grande ospitalità in occasione della prossima adunata in programma a Udine quando ci saranno controlli rigorosi”.

Questo però non significa, aggiunge Fontanini, “che gli episodi di violenza non vadano condannati.  Al contrario, gli alpini sono i primi a dissociarsi da comportamenti sopra le righe o peggio. Sono errori di singole persone, non bisogna generalizzare“.

Il vicesindaco Michelini

All’adunata di Udine era presente in rappresentanza del Comune anche il vicesindaco di Udine, Loris Michelini.

Fontanini era bloccato in casa dal Covid e quindi è toccato al suo vice l’onore della “stecca“, la cerimonia per il passaggio di consegne tra le città ospitanti della manifestazione che si tiene ogni anno il secondo weekend di maggio.

Faccio fatica a credere che degli alpini possano veramente aver compiuto delle aggressioni. Ho partecipato a molte adunate e non ho mai assistito a episodi simili. Anche perché, oltre alle forze dell’ordine, c’è un servizio d’ordine interno rigoroso e chi sbaglia viene allontanato”.

“Mi è capitato di vedere persone alzare il gomito, quello sì, ma mai superare i limiti della goliardia anche perché all’adunata partecipano molte famiglie e bambini. L’adunata è una festa per tutti“. Michelini conclude con incredulità “perché da venerdì a domenica pur avendo girato in lungo e in largo, nessuno si è accorto di nulla” e poi la rabbia nel vedere associato il nome degli alpini a episodi di violenza “senza avere ancora alcuna prova è inaccettabile”.

No comment

Il presidente della sezione Ana di Udine, Dante Soravito de Franceschi in un’intervista al Messaggero Veneto non ha voluto commentare la raccolta di firme su Change.org per chiedere due anni di sospensione alle adunate degli alpini. Si chiede “se chi ha firmato senza nemmeno sapere abbia mai fatto volontariato. Al momento nessuno lo può sapere, se effettivamente le violenze ci sono state e sono state commesse da alpini, cosa di cui dubito fortemente”.

Perché mentre non si conoscono ancora gli autori delle aggressioni “di certo si sa cosa hanno fatto negli anni e cosa continuano a fare gli alpini tutti i giorni. Soravito osserva come “di recente siamo andati in Slovacchia a costruire una casa per anziani e un ambulatorio. Ma questo sembra non interessare a nessuno”.