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Alessandro Zan, uno “sceriffo di sinistra”: cosa ha fatto in Parlamento (oltre al Ddl)

Il "deputato arcobaleno" si è occupato quasi esclusivamente di discriminazioni e neofascisti. Strizzando l'occhio a Padova e alla "sicurezza"

Ha scommesso tutto su un unico cavallo. E ha perso. Alessandro Zan, deputato del Partito democratico, ingegnere delle telecomunicazioni classe 1973 e 48 anni appena festeggiati lo scorso 4 ottobre, ora ha poco da gioire. Il suo mandato come membro della Camera dei Deputati verrà ricordato per la battaglia di principio – con cui si garantisce probabilmente una rielezione – ma non per i risultati portati a casa. Anche perché la sua è stata un’unica puntata. Quasi un all in sul Ddl contro l’omotransfobia che porta il suo nome. L’unica altra proposta di legge a prima firma Zan è quella per le “Disposizioni in materia di rifiuto dei trattamenti sanitari e di eutanasia” presentata il 5 dicembre 2018 e che da ottobre 2020 si trova all’Esame Commissione a Montecitorio.

Alessandro Zan, cosa ha fatto in Parlamento

In mezzo? Il deputato di Padova a Roma ci va e anche parecchio: ha partecipato a tre quarti delle votazioni e in caso di assenza è quasi sempre giustificato. Non fa il furbetto giocando con le “missioni” parlamentari – antico vizio di onorevoli e senatori. Per quanto lo riguarda sono pari a zero. Caso più unico che raro. Attività svolta? Si accoda spesso a Ddl e proposte di legge presentate dai colleghi del Partito democratico. Come onorevole tuttavia le sue “passioni” rimangono sostanzialmente due: le discriminazioni; e Padova, dove è stato anche assessore ai tempi di Sel.

Alessandro Zan, le sue passioni politiche: le discriminazioni e Padova

Tra le mozioni presentate spicca un solo colore: l’arcobaleno. O in alternativa il “nero”, ma per denunciare gruppi neofascisti: una per impegnare il governo a revocare ogni forma di patrocinio al World congress of families svolto a Verona il 29, 30 e 31 marzo 2019, con la partecipazione di associazioni e gruppi, anche stranieri, apertamente omofobi e per la difesa della “famiglia naturale”.

Interpellanze urgenti sulle violenze a sfondo omotransfobico che nascono dopo la pubblicazione di inchieste giornalistiche a tema su L’Espresso. Ancora: richiesta di chiarimenti contro il modulo predisposto dalla Asl5 di Regione Liguria (La Spezia) per accedere alle vaccinazioni anti-Covid e che riportava tra i comportamenti a rischio anche la parola “omosessuale” oltre a “tossicodipendente” e “soggetto dedito alla prostituzione”.

Il reato di omosessualità in Tanzania e il modulo discriminatorio della Asl in Liguria: Alessandro Zan, storia di un deputato “arcobaleno”

Oppure le interrogazioni che arrivano fino alla Farnesina sulla politica estera da tenere nei confronti di un Paese come la Tanzania dove il reato di omosessualità punito fino a 25 anni di carcere. E infine denunce rispetto alla rinascita di organizzazioni neofasciste o neonaziste sul territorio italiano per come denunciato dai giornali o scoperto da inchieste della magistratura.

Alessandro Zan, uno “sceriffo di sinistra”: diritti e sicurezza

Fuori da questo spettro “politico” molto solido ma non variegato? Poco. E quel poco portato avanti – curiosamente per gli estimatori dell’uomo Zan “paladino dei diritti” – con un atteggiamento che si potrebbe definire da “sceriffo di sinistra”. Un’intransigenza, sempre più diffusa peraltro nella scuola politica dei dem, che a livello parlamentare potrebbe non aver affatto aiutato la sua battaglia a prescindere da tradimenti e franchi tiratori. Esempi? L’escalation – o presunta tale – di crimini e danni contro gli esercizi commerciali di Padova che necessitano di risposte immediate. La cronaca locale della sua terra natia rispetto a scandali interni alle macchine amministrative comunali nella provincia, così come le inchieste anti mafia in Veneto, altre tematiche legate alla sicurezza e alle aggressioni di cittadini del nordest, italiani e stranieri. Fino alle richieste di censura contro esponenti, anche di governo, del centrodestra che usano i loro social per sbeffeggiare le manifestazioni della società civile a Padova (contro la mafia, in memoria di don Ciotti, per i diritti). Lo fece nel 2018 il sottosegretario all’Economia del governo giallo-verde, Massimo Bitonci, con tanto di invito ai suoi follower a fare la “lista dei girotondini con la maglia rossa” per la furia di Alessandro Zan.

Uniche note di diversità? Un’interrogazione in Commissione sulle crisi industriali nei distretti produttivi, industriali, logistici e dei servizi, sul territorio veneto: da FedEx a Crocs passando per Exo e Comdata, con centinaia di esuberi sul territorio a causa delle “ristrutturazioni” di aziende, filiere e sistema degli appalti di lavoro. E per chiudere un paio di interventi sulla situazione dei detenuti nelle strutture penitenziare rispetto alla pandemia Covid.