Vifor Pharma e le sirene australiane: deal da 12 mld per CSL. La nefrologia ne vale 25 nel mondo

CSL acquisisce il colosso svizzero Vifor Pharma per una cifra vicina ai 12 miliardi di dollari. Il nuovo gruppo ora macina quote di mercato

Fine anno col botto per Vifor Pharma. Ora è ufficiale: il colosso farmaceutico svizzero operativo nelle terapie per la carenza di ferro, patologie infettive e terapie in nefrologia e in ambito cardio-renale, da settimane al centro di manovre di consolidamento del settore negli ultimi sprazzi di 2021, è stato acquisito dall’australiana CSL. Il leader mondiale nel settore delle biotecnologie che offre una vasta gamma di plasma-derivati e terapie ricombinanti, con sedi in tutto il mondo, e specializzata in farmaci per il trattamento di malattie gravi e rare e vaccini per prevenire l’influenza, ha messo così fine ai rumors sull’interessamento che si inseguivano da fine novembre verso la società basata a Zurigo e con una storia che risale al 1872, quando il farmacista Caspar Friedrich Hausmann aprì una farmacia a St.

Gallen, Svizzera, e sviluppò preparazioni per infusione e specialità medicinali.

L’obiettivo di CSL: “Espandere la fornitura di prodotti Vifor globalmente”

Una mossa che CSL ha definito nella nota ufficiale del 23 dicembre come “complementare e compatibile” e l’obiettivo di “espandere la fornitura di prodotti Vifor ai pazienti a livello globale”. “Vifor Pharma è un’azienda che migliora l’attenzione al paziente e la capacità di CSL di proteggere la salute di coloro che affrontano una serie di condizioni mediche rare e gravi” ha dichiarato a caldo il Ceo e amministratore delegato del maci gruppo australiano, Paul Perreault.

“Ci permetterà di ampliare anche la nostra presenza nel mercato della nefrologia in rapida crescita, dandoci l’opportunità di sfruttare le nostre competenze scientifiche complementari”.

Una offerta pari a 11,7 miliardi di dollari

Per l’acquisizione sono stati messe sul piatto cifre importanti con un’offerta di 179,25 dollari (167 franchi svizzeri) per azione, pari ad un totale di 11,7 miliardi di dollari, che hanno alzato di parecchio l’asticella rispetto alla capitalizzazione di mercato da 8 miliardi.

La stampa internazionale di settore lo ha definito l’affare più grande mai siglato dagli australiani. Reso possibile anche dalla compresenza in terra elvetica di CSL, con la biotech che è presente in Svizzera dal 1949 e attualmente conta di un team di oltre 1.800 persone sul campo in ricerca e sviluppo, produzione e altre operazioni. All’offerta pubblica di acquisto annunciata alla Borsa australiana e alla Borsa svizzera il 14 dicembre 2021 è seguito subito il “sì” deciso di Patinex AG, il maggiore azionista di Vifor Pharma che deteneva il 23% del capitale sociale e ha accettato di offrire le sue azioni.

La transazione, che è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società.

L’ingresso di Vifor Pharma come chiave d’accesso a nuovi mercati

Il nuovo agglomerato societario macina numeri e quote di mercato. Potrà contare su una pipeline ampliata di 37 prodotti in tutte le fasi di sviluppo, con un aumento del 37% rispetto a quella attuale di CSL e sono stati previsti un massimo di di quattro lanci di prodotti nel 2022-23.

Tra le aree di interesse terapeutiche già esistenti e sui CSL è operativa vi sono ematologia e trombosi, metabolismo cardiovascolare e trapianto ma l’ingresso di Vifor Pharma fornisce accesso a nuovi mercati. Fra cui dialisi e carenza di ferro con l’approvazione recente di nuovi farmaci che offrono un significativo slancio commerciale, ma soprattutto quello della nefrologia che sta vivendo una rapida crescita, con un perimetro di oltre 25 miliardi di dollari stimato nel 2026 e un trend a crescere guidato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della prevalenza di fattori di rischio di malattie renali croniche come diabete e malattie cardiache.